Novembre-Dicembre 2017

sa sociale . È perciò opportuno ricordare al- cune cifre. Ci sono due numeri che nessuno si cura mai di citare : diverse inchieste, pri- ve del crisma dell’ufficialità ma tra loro convergenti, stimano che gli europei pro- ducano tra il 20 e il 25 per cento del Pil mondiale , mentre i loro governi destinano alla spesa sociale tra il 40 e il 50 per cento della spesa sociale mondiale com- plessiva. Del resto è noto che nella maggior parte dei Paesi africani e asiatici la spesa sociale è quanto mai esigua , e che negli stessi Stati Uniti l’assistenza sanitaria , anche dopo i miglioramenti introdotti dalla presidenza Obama , è del tutto insufficiente per decine di milioni di persone . Si tratta di un confronto assolutamente decisivo , anche se viene ignorato dai critici dell’austerità . 3) La protesta contro il ristagno del- l’economia italiana. In Italia i movimenti di protesta contro l’impoverimento, quando accusano le regole dell’austerità imposte dalle autorità dell’eurozona omettono di ri- levare che nel nostro Paese esistono condi- zioni tali da rendere inevitabile il ristagno e l’impoverimento , indipendentemente dal- le regole europee . Le cifre relative alla cor- ruzione, all’evasione fiscale, all’inefficien- za della giustizia civile, della pubblica am- ministrazione e del mercato del lavoro si trovano nel numero 5-6 2016 della rivista; qui aggiorno soltanto quelle relative alla tassazione diretta e indiretta delle imprese ( total tax rate ), che variano leggermente di anno in anno. Il total tax rate in Italia nel 2016 era del 62 per cento: significa che due terzi del- l’utile che un’impresa potrebbe realizzare vanno allo Stato o ad altri enti pubblici, op- pure l’utile viene diminuito dalle spese cau- sate dalla loro inefficienza, contro, ad esempio, il 49,1 della Svezia, il 49 della Spagna, il 48,9 del Giappone, il 48,9 della Germania, il 44 degli Stati Uniti, il 39,5 del- la Norvegia, il 38,1 della Finlandia, il 30,9 della Gran Bretagna . Sono soprattutto que- ste cifre che spiegano l’impoverimento, causando la fuga dei capitali, la chiusura o l’emigrazione all’estero di molte imprese e la crescita della disoccupazione . Da queste cifre emerge che l’Italia, tra i Paesi svi- luppati, detiene il record mondiale asso- luto della tassazione sulle imprese. 4) Assenza di solidarietà. È necessario chiarire un grande equivoco sulla solidarie- tà, la cui assenza tra i Paesi europei viene indicata come una delle cause del relativo impoverimento e quindi delle proteste. A tal fine si devono esaminare i rapporti tra l’agire politico e la sfera morale , per evita- re di scadere in una facile retorica , gratifi- cante per chi la intende come una fedele descrizione della realtà , ma improduttiva se il fine è la comprensione delle difficoltà de- nunciate . L’errore sta nell’ignorare le cru- ciali differenze che sussistono tra i singoli individui ed i gruppi di cui fanno parte . Ogni individuo è libero di decidere autonoma- mente il sacrificio del proprio interesse o del proprio desiderio senza dover risponde- re ad altre istanze di controllo oltre alla propria coscienza ; invece le persone re- sponsabili dell’attività di un gruppo , dele- gate a prendere le decisioni che ne regola- no i rapporti con l’esterno , hanno il preciso dovere di provvedere esclusivamente alla tutela degli interessi sostanziali del grup- po , ai quali la quasi totalità dei membri non è disposta a rinunciare. Ciò vale tanto più se si tratta di uno Stato o comunque di un gruppo politico. «Gli Stati non combattono per valori , ma per interessi : combattono per valori soltan- to quando essi sono funzionali ai loro inte- ressi» (14) . Questa semplice verità , che determina una oggettiva e insuperabile distanza della politica dalla sfera morale, è stata analiz- zata già qualche secolo fa dal genio di Ma- chiavelli , e tuttavia nutrite schiere di consi- 23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017 (14) C. S CHMITT , citato in: L. G AISER , “ Interessi nazionali: genesi storico-politica ”. In: Interessi nazionali: metodologie di valutazione . Angeli, Milano, 2005, p.17.

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