Novembre-Dicembre 2017

Ma la nostra moneta credibile non era . Per finanziare il debito pubblico lo Stato italia- no doveva pagare tassi di interesse molto elevati . Questi tassi furono una delle princi- pali cause dell’esplosione del debito pubbli- co negli anni Ottanta . Se non fossimo entra- ti nell’euro avremmo dovuto fare default già alla fine degli anni Novanta . L’introdu- zione dell’euro ci ha fornito in dote un lun- go periodo di tassi di interesse molto bassi . Purtroppo abbiamo dilapidato questa dote . Se avessimo utilizzato il risparmio nelle spe- se per interessi per abbattere il debito pub- blico , invece che per aumentare la spesa , oggi il rapporto debito/Pil sarebbe dell’80 , non del 130 per cento . Se l’Italia rischia il default non è colpa dell’euro , è colpa della nostra classe politica » (8). Classe politica intesa nel suo complesso , senza alcuna distinzioni tra destra e sinistra . Sottolineo che un debito pubblico ridotto all’80 per cento del Pil consentirebbe , oggi , un consistente risparmio sugli interessi , che servirebbe a risolvere molti dei problemi sui quali tanto si discute . ** Nota sulla svalutazione. La svaluta- zione della moneta di un Paese, cioè la di- minuzione del suo valore rispetto a quello delle altre monete, ha due conseguenze: le merci e i servizi che il Paese esporta costa- no meno agli acquirenti stranieri; le merci e i servizi che il Paese importa costano di più agli acquirenti nazionali. Aumentano quindi le esportazioni, e poiché si riducono le im- portazioni dei beni e dei servizi che anche il Paese produce, si incrementa la produzione di questi ultimi, indirizzata al mercato in- terno. Perciò la svalutazione stimola l’eco- nomia e crea occupazione, ma impoverisce il Paese che vi ricorre, perché, per riuscire a vendere all’estero, si svaluta il proprio la- voro: è come se si praticasse uno sconto agli stranieri; contemporaneamente ci si rassegna a pagare più caro ciò che si deve importare. Il Paese si impoverisce perché perdono valore i salari, le pensioni e tut- ti i risparmi . 2) Austerità come principale causa del ristagno economico. Aumento della spesa pubblica come rimedio, senza curarsi dell’aumento del deficit e del debito pub- blico. Molti politici dei Paesi europei in crisi , dall’estrema destra all’estrema sinistra , so- stengono che l’economia e l’occupazione si devono riavviare ignorando le regole dell’au- sterità e aumentando la spesa pubblica, sen- za preoccuparsi per la crescita del deficit annuale e del debito complessivo . A sostegno di questa proposta fanno l’esempio degli Sta- ti Uniti e del Giappone , che per combattere la crisi stanno iniettando copiosa liquidità nelle rispettive economie . Questi politici , e gli economisti che li sostengono , omettono però di evidenziare ciò che differenzia quei due Paesi da quelli dell’eurozona . a) Gli Stati Uniti hanno il grande privile- gio di poter stampare dollari senza che que- sti si svalutino significativamente , perché il dollaro è la moneta utilizzata sia nelle tran- sazioni internazionali , sia come moneta di riserva (da tesaurizzare , come fosse oro) perché ritenuta al riparo da svalutazioni consistenti , a causa dell’ affidabilità della classe politica , della forza dell’economia e dell’ efficacia della ricerca scientifica , che attrae da tutto il mondo molti tra i migliori cervelli e crea con continuità nuovi brevet- ti , nuovi prodotti , nuove imprese e nuova occupazione . Inoltre , per gli stessi motivi , i governi Usa possono raccogliere denaro in ogni Paese emettendo titoli di Stato a tassi relativamente bassi perché ritenuti privi di rischio . Ma al di là delle vicende di questi ultimi anni , operano negli Stati Uniti nume- rose cause storiche , culturali e politiche , di enorme importanza malgrado siano dai più ignorate , cause tra loro strettamente in- trecciate , che determinano la superiorità economica degli Usa . Queste cause , che nel loro insieme costituiscono anche un’affasci- nante lezione di storia , sono descritte nel citato lavoro sulla globalizzazione , capitolo VIII , paragrafi 28 e soprattutto 29 , ai quali rimando (9) . b) Il Giappone non gode dello stesso pri- vilegio , ma immette nell’economia denaro 21 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017 (8) L. Z INGALES , “L’Espresso”, 27-6-13. (Corsivi aggiunti) (9) Il ruolo del dollaro nell’economia mondiale viene esaminato, nel lavoro citato, nel capitolo VII/1.

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