Novembre-Dicembre 2017

MOVIMENTI DI PROTESTA IN EUROPA E INFORMAZIONE Federico Matteoda, Collaboratore dell'UCIIM in corsi di economia rivolti a docenti e studenti D a alcuni anni in quasi tutti i Paesi eu- ropei sono nati e si stanno sviluppan- do partiti e movimenti politici di pro- testa (1), a causa dell’ aumento della disoc- cupazione e dell’effettiva riduzione del po- tere d’acquisto dei salari , più o meno sensi- bile a seconda delle diverse categorie di cittadini e dei diversi Paesi. Pochi rammen- tano che già trent’anni fa numerosi analisti di tutto il mondo (quelli non legati a ideolo- gie politiche) avevano indicato come inevi- tabile questo relativo impoverimento dei Paesi industrializzati a causa della globa- lizzazione dell’economia. Ricordo che la globalizzazione (2) rende possibile e conve- niente trasferire la produzione in Paesi del Terzo mondo che siano caratterizzati da bassi salari, bassi o inesistenti contributi so- ciali a carico dei datori di lavoro, sindacati deboli, assenza di forti contrasti etnici, re- ligiosi o politici, assenza del rischio di na- zionalizzazione delle proprietà straniere. La globalizzazione crea un mercato unico mon- diale con un fortissimo aumento della con- correnza tra i produttori di tutti i Paesi, che costringe gli imprenditori a ridurre i prez- zi . Quelli che hanno la possibilità di trasfe- rirsi (3) spostano la produzione nel Terzo mondo, quelli che non possono o non voglio- no emigrare chiudono l’attività, oppure cercano di sopravvivere riducendo i loro profitti, e naturalmente cercano di ridurre i salari e il numero dei dipendenti. In que- sti casi la disoccupazione aumenta e cala- no i salari. L’inevitabilità dell’impoverimento è sta- ta accuratamente ignorata dai governanti di tutti i Paesi ricchi, perché se qualcuno di loro avesse osato parlarne sarebbe stato im- mediatamente messo a tacere dai suoi av- versari politici mediante false promesse di saper risolvere i problemi evitando i sacrifi- ci. I governi hanno cercato di contenere la riduzione del tenore di vita ricorrendo al- l’indebitamento, ma naturalmente l’indebi- tamento non può andare oltre certi limiti, e un effettivo impoverimento sempre più si sta facendo sentire, e spinge i politici ad in- ventare un capro espiatorio: l’Europa, le sue regole, l’austerità imposta soprattutto dalla Germania. Come si spiega questa facilità nell’ingan- nare i cittadini, tacendo loro l’essenziale e inventando possibilità inesistenti? Già ne abbiamo parlato in precedenti articoli per- ché si tratta di uno dei punti critici dei si- stemi democratici contemporanei: la gran- dissima maggioranza degli elettori ignora i più elementari princìpi dell’economia e dei suoi legami con la politica, e ignora quelli della politica internazionale. Li ignora per- ché il loro insegnamento non viene imparti- to, non solo nella scuola dell’obbligo ma nemmeno nelle superiori e nella quasi tota- lità delle facoltà universitarie. La mancanza di informazioni realistiche dà origine ad una serie di affermazioni non vere e tuttavia intese come luoghi comuni indubitabili, e si accompagna al silenzio su ciò che davvero dovrebbe importare. Nel 19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017 (1) Movimenti politici di protesta si stanno manifestando in numerosi Paesi in tutto il mondo, ma naturalmente le loro cause e le loro conseguenze sono in parte diverse da quelle dei movimenti europei, ai quali limito l’analisi. (2) La descrizione delle conseguenze della globalizzazione, insieme all’analisi delle sei cause che la determinano (tre dovute all’evoluzione della tecnica, due a decisioni politiche, e una, quella fondamentale, all’enorme aumento della popolazione), si trova sul sito www.uciimtorino.it> economia internazionale>globalizzazione, no global, ecc. >capitolo I>paragrafi 1,2,3. (3) Oltre alla possibilità è necessaria anche la volontà di affrontare i disagi e i problemi di ogni genere legati al trasferimento, volontà che a molti, comprensibilmente, può mancare.

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