Novembre-Dicembre 2017

LA QUESTIONE ISRAELO-PALESTINESE E LE INFINITE TENSIONI NEL MONDO ARABO Simona Iannicelli e Giuseppe Ippolito, Docenti di lettere A nalizzare la questione israelo-palesti- nese significa prendere in esame i complessi e problematici rapporti che, da sempre, intercorrono tra Israele e Pale- stina. Significa assumere una visione multi- pla, diacronica e sincronica, necessaria per cogliere il peso specifico di molteplici que- stioni strettamente interconnesse. Significa leggere i confini che Israele ha sempre este- so manu militari , leggere la questione di un’integrazione fra i due popoli mai real- mente raggiunta, leggere le infrastrutture che separano ebrei e palestinesi, leggere due religioni diverse che hanno entrambe in Gerusalemme i propri luoghi sacri, leggere i diritti umani violati con l’uso delle armi, leggere i diritti civili dei Palestinesi che vi- vono nei territori militarmente occupati da Israele e di quelli che vivono nella Striscia di Gaza. Significa tendere, in ultima analisi, ad un approccio geopolitico scientifico che permette di cogliere le intersezioni di livelli spaziali con l’obiettivo di costruire una rap- presentazione globale e obiettiva della si- tuazione. La questione arabo-israeliana ha la sua genesi negli anni immediatamente successi- vi alla Seconda guerra mondiale, quando il 14 maggio del 1948 gli Ebrei di Palestina proclamano l’indipendenza dello Stato d’Israele. Una stabile guerra ed un’instabile pace saranno i segni distintivi ed il leitmotiv del Medio Oriente, dal 1948 sino ai nostri gior- ni. Il desiderio di costituire uno stato indi- pendente affonda le sue radici nella notte dei tempi poiché la diaspora del popolo ebraico prende le mosse dalla conquista di Gerusalemme ad opera dei Romani tra il 66 ed il 70 d. C. Per 1800 anni gli Ebrei guarde- ranno da lontano la loro patria d’origine. Determinanti nel ricreare un focolare na- zionale in Palestina, per gli Ebrei della dia- spora, furono gli sforzi dei sionisti che face- vano leva sulla recrudescenza dell’antisemi- tismo tedesco e russo dell’ultimo ventennio del XIX secolo: su input dell’Alleanza israe- litica universale e degli Amanti di Sion na- scono le prime colonie agricole sul suolo pa- lestinese. Theodor Herzì, fondatore del Movimento sionista, in occasione del primo congresso sionistico tenutosi a Basilea nell’agosto del 1897 dichiarava che entro cinquant’anni lo Stato ebraico si sarebbe costituito. L’obiettivo dei Sionisti era quello di rico- struire in Palestina una patria per tutti gli Ebrei. La migrazione sionista fa registrare 85.000 Ebrei nel 1914. Ma è con la fine del- la Grande guerra che la migrazione assume proporzioni massicce: il 2 novembre 1917 la «dichiarazione di Balfour» – una lettera in- dirizzata dall’allora ministro degli esteri in- glese Arthur Balfour a Lord Rothschild, rap- presentante del movimento sionista in Gran Bretagna – sancisce per il popolo ebraico il diritto di istituire un centro nazionale in Pa- lestina; conseguentemente la Società delle Nazioni assegna alla Gran Bretagna il man- dato per realizzare tale centro. Tre le due guerre mondiali iniziano impo- 15 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017

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