Novembre-Dicembre-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2015 4 Q uesta volta non propongo una rifles- sione mia, ma voglio semplicemente orientare a prendere sul serio quanto papa francesco ci sta dicendo. lo faccio proponendovi qualche testo del papa, a par- tire dal quale interrogarsi e riflettere. Quanto vi propongo potrebbe essere una sorta di strumento di lavoro, da valorizzare personalmente e/o in gruppo. le sollecitazioni di papa francesco stanno raggiungendo la nostra associazione? Ci stia- mo misurando con esse? farlo è doveroso, non solo per l’UCIIm ma per tutti. Il papa sta spingendo verso una fedeltà più genuina al Vangelo, verso una Chiesa più aperta e in uscita; sta invitando a costruire una cultura dell’incontro, a lasciarsi raggiungere dall’in- vocazione dei più poveri e dal grido della terra. Ho l’impressione che alcune realtà ecclesiali siano disorientate, altre si fanno scivolare addosso questi inviti, altre li mini- mizzano e cercano di ricondurli a strade già praticate. In realtà c’è da riflettere seria- mente, da accettare la sfida a ripensarsi. Credo che la sfida vada raccolta soprat- tutto dagli educatori e dalle associazioni educative. Il papa manifesta una grande sensibilità per l’educazione ed è intervenu- to spesso direttamente sui temi educativi. Cosa stanno provocando nell’UCIIm queste sollecitazioni? Ho proposto in qualche occa- sione degli incontri di riflessione su alcuni testi significativi del papa, a cominciare dalla Evangelii Gaudium . Il papa stesso, d’altra parte, nel discorso di firenze alla Chiesa italiana (10 novembre 2015), ha chiesto espressamente alle realtà ecclesiali italiane di studiare il testo della Evangelii Gaudium : «permettetemi - dice il papa - so- lo di lasciarvi un’indicazione per i prossimi anni: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, cercate di avviare, in modo sinodale, un ap- profondimento della Evangelii gaudium , per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni. Sono sicuro della vostra ca- pacità di mettervi in movimento creativo per concretizzare questo studio» . probabil- mente alcune realtà locali della nostra as- sociazione stanno già lavorando in questa direzione. lo si potrebbe fare anche a livel- lo nazionale, e magari non da soli ma insie- me ad altri. Superare l’autoreferenzialità è sempre bene, e il papa stesso lo raccoman- da spesso. Sono convinto che un atteggia- mento di apertura e di confronto sincero con le indicazioni del papa aiuterebbe mol- to l’associazione. Riporto qui sotto un discorso di papa francesco (in realtà sono delle risposte a delle domande che gli sono state poste). È il discorso tenuto sabato 21 novembre 2015 nell’aula paolo VI, a conclusione del Con- gresso mondiale sull’educazione, promosso dalla Congregazione dell’Educazione catto- lica in occasione dei 50 anni di Gravissimum Educationis . In tale occasione il papa si è dimostrato, ancora una volta, molto attento alla questione educativa. propongo il testo quasi integralmente (lasciandolo nella sua forma colloquiale) e poi propongo una pista di riflessione e alcune domande, che po- trebbero essere valorizzate proprio nell’ot- tica di misurarsi personalmente, in quanto educatori, e anche insieme, come associa- zione, con quanto ci dice il papa. ______________________________________ (Domanda del Prof. Roberto Zappalà, diri- gente scolastico dell’Istituto Gonzaga di Mila- no): Le istituzioni educative cattoliche sono pre- S p i r i t u a l i t à don Salvatore Currò, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM papa fRanCESCO E l’EDUCazIOnE. lE SfIDE Da RaCCOglIERE
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