Novembre-Dicembre-2015
3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2015 zione avrà una funzione totalmente adegua- ta solo considerando alla pari tutti i seg- menti, pur mantenendo, ciascuno, la pro- pria identità specifica. È necessaria l’obbli- gatorietà della frequenza della scuola del- l’infanzia e il reperimento di fondi per gli asili nido definendo un profilo professionale dell’educatore ed il suo percorso formativo universitario completo all’interno del CCnl della scuola. per il «Diritto allo Studio, la definizio- ne dei livelli essenziali e la Carta dello Studente» va rilevato che c’è una grande differenza tra le leggi regionali sul diritto allo studio e la disparità di fondi che gli enti locali investono per garantire tale diritto. Occorre che nel decreto legislativo siano previsti l’istituzione di un fondo di perequa- zione, il monitoraggio ministeriale delle azioni intraprese dal livello regionale e l’eventuale intervento sostitutivo dello sta- to in caso di mancato rispetto dei livelli es- senziali delle prestazioni. Vista l’importan- za della definizione dei livelli essenziali del- le prestazioni, bisogna realizzare un tavolo comune con la Conferenza Unificata gover- no Regioni ed Enti locali. Concordiamo inoltre con la Promozione e la diffusione del- la cultura umanistica intesa co- me trasmissione delle humanae litterae , discipline relative alla formazione, e all’identità della persona. l’espressione «cultura umanistica» indica la volontà e necessità di fornire ai nostri gio- vani gli strumenti linguistici e culturali per rielaborare le cono- scenze, interiorizzarle, farle pro- prie per recuperare la propria identità umana e culturale e po- ter scegliere come persone, uo- mini, cittadini liberi. per la «Valutazione e certifi- cazione delle competenze degli studenti e revisione degli esami di Stato» urge chiarire e specifi- care le finalità dell’esame di ter- za media, dato che l’assolvimento dell’ob- bligo è ora a 16 anni; svolgere la prova In- valsi al di fuori dell’esame di stato, esclu- dendo che faccia media con la votazione fi- nale e differenziarla per gli studenti Bes e stranieri, come prescrivono le linee guida. la normativa per competenze riteniamo debba essere finalizzata alla formazione in- tegrale dello studente e all’educazione ai valori civili ed etici, previsti dalla nostra Costituzione. Occorre allora rendere obbli- gatoria per i docenti la formazione per competenze; superare il D.p.R.122/09 rela- tivamente alla certificazione delle compe- tenze del primo ciclo che all’art. 8, 1°com- ma, prevede anche l’ascientifica «valuta- zione in decimi»; armonizzare la certifica- zione delle competenze, anche trasversali, della scuola primaria, media e superiore, esprimendola secondo livelli e non voti e secondo schede collegate tra loro. Realizzando questi suggerimenti siamo certi di avviarci veramente verso una buona scuola. Il governo ne tenga conto sul serio. E d i t o r i a l e
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