Novembre-Dicembre-2015

41 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2015 si guarda all’entità della detrazione, che ri- guarda il 19% della retta versata, fino a un massimo di 400 euro, cioè non più di 76 eu- ro annui per ciascun figlio iscritto. Rispetto alla misura reale delle rette, la concessione è veramente minima. Tuttavia l’attenzione si è concentrata sul principio, salutato co- me una svolta storica dalle scuole paritarie (che pure hanno lamentato la misura irriso- ria dell’agevolazione) e denunciato come una violazione della Costituzione da coloro che ritengono di interesse pubblico la sola scuola statale. per rendere più accettabile la norma alle opposizioni sarà contestualmente avviato un piano straordinario di verifica dei requisiti di parità, rivolto prioritariamente a stanare le scuole secondarie di II grado che fungono di fatto da diplomifici e compromettono l’immagine dell’intero settore. limitiamo solo a un accenno l’ampio ca- pitolo dedicato all’edilizia scolastica (cc. 153-179) poiché si tratta di disposizioni molto tecniche, che sono fondamentali per la sicurezza delle scuole ma non incidono sulla natura del servizio. Tra le novità si può ricordare l’istituzione di un Osservatorio per l’edilizia scolastica e di una giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. Tro- va inoltre conferma la destinazione di una parte dell’otto per mille all’edilizia scola- stica, ma solo per interventi di recupero do- vuti a eventi eccezionali e imprevedibili. 11. Le deleghe legislative l’ultimo capitolo della legge 107 riguar- da le numerose deleghe previste dal comma 181. Entro 18 mesi dovranno infatti essere emanati almeno 9 decreti legislativi sulle materie distintamente elencate dalla legge. la prima delega è particolarmente im- portante poiché prevede il riordino di tutte le norme relative al ridenominato sistema nazionale di istruzione e formazione. Ciò avverrà principalmente attraverso un nuovo Testo Unico ma anche mediante la rubrica- zione per materie omogenee e un riordino che non esclude modifiche innovative. per l’Irc questa potrebbe essere un’occa- sione particolarmente importante, perché buona parte delle disposizioni che lo regola- no sono contenute nell’attuale Testo Unico. In particolare dipendono da esso alcune norme sulla valutazione che meriterebbero di essere ripensate alla luce degli sviluppi che tutto il settore ha avuto negli ultimi an- ni. Occorre fare i conti con il registro elet- tronico, con gli onnipresenti problemi di privacy , con le nuove modalità di certifica- zione delle competenze. E, al di fuori della valutazione dipendono almeno in parte dal Testo Unico le norme sulla facoltatività che devono misurarsi con le iscrizioni on line, con la modificabilità della scelta, con l’or- ganizzazione delle attività alternative. Ci si augura che l’occasione non vada perduta nella gran mole di lavoro che occuperà nei prossimi mesi gli uffici giuridici del miur. l’argomento su cui forse si concentra maggiormente l’attenzione degli insegnanti è però la ridefinizione del percorso di for- mazione iniziale e delle modalità di recluta- mento. In merito la legge parla di una vo- lontà di semplificazione del sistema e di va- lorizzazione sociale e culturale della profes- sione, da perseguire attraverso il coordina- mento delle competenze di scuole e univer- sità, l’avvio di regolari concorsi nazionali per l’accesso a un tirocinio triennale retri- buito, la revisione del curricolo formativo con l’incremento dell’area metodologico-di- dattica, il conseguimento di un diploma di specializzazione per l’insegnamento secon- dario da valutare sulla base di standard na- zionali, la graduale assunzione della funzio- ne docente nel corso del triennio di tiroci- nio, l’adozione a regime di tale procedura anche per l’accesso alle supplenze, il riordi- no delle classi di laurea magistrale, ecc. più semplice sembra la delega per pro- muovere l’inclusione degli alunni con disa- bilità attraverso nuovi e specifici percorsi formativi e valutativi. In parte dovuta è poi la revisione dei percorsi di istruzione e for- mazione professionale, che risentirà verosi- milmente della riforma costituzionale in corso di approvazione. molto più problematica è invece l’istitu- zione di un sistema integrato di educazione e di istruzione da 0 a 6 anni, che dovrebbe trasferire sotto le competenze del miur tut- to il settore dell’assistenza all’infanzia fino- ra affidato alle incerte risorse degli enti lo-

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