Novembre-Dicembre-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2015 40 ficio, a meno di riconoscere – come accadde in passato prima della legge 186/03 – che an- che gli Idr non di ruolo hanno diritto, a certe condizioni di stabilizzazione del rapporto di lavoro, allo stesso trattamento giuridico ed economico degli insegnanti di ruolo. nella gestione del personale è già emer- sa la posizione del dirigente scolastico, al quale sono attribuite nuove responsabilità (molti hanno voluto parlare di “poteri”). non c’è spazio per esaminare in dettaglio tali competenze e ci limitiamo solo a segna- lare alcune delle novità principali. Dopo aver già richiamato la facoltà di formulare proposte di incarico ai docenti di ruolo per l’assunzione nella propria scuola, c’è anche la possibilità di utilizzare i docen- ti in classi di concorso diverse da quelle di abilitazione, purché in possesso di titoli di studio e competenze coerenti con il nuovo insegnamento. Il dirigente può inoltre indi- viduare all’interno dell’Oa fino al 10% di do- centi collaboratori e può provvedere alla ri- duzione del numero di alunni per classe, so- prattutto in relazione alla presenza di disa- bili; potrà inoltre ricevere incarichi ispettivi di durata fino a tre anni e vede incremen- tarsi i fondi per la retribuzione di risultato. accanto a questo ampliamento di compe- tenze va comunque notato che anche i diri- genti saranno oggetto di valutazione, che sarà effettuata da un apposito nucleo con varia composizione sulla base dei seguenti criteri: - perseguimento dei risultati per il mi- glioramento del servizio scolastico; - competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati; - correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale; - valorizzazione dell’impegno e dei meri- ti del personale della scuola; - apprezzamento del suo operato nella comunità professionale e sociale; - contributo al miglioramento del succes- so formativo degli studenti; - contributo al miglioramento dei proces- si organizzativi e didattici nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale; - direzione unitaria della scuola; - promozione della partecipazione e del- la collaborazione tra le componenti della comunità scolastica, nel contesto sociale e nella rete di scuole. 10. Agevolazioni fiscali e edilizia scolastica Un ulteriore capitolo controverso della legge è quello costituito dalle varie forme di agevolazione fiscale, che nel loro insieme rappresentano un’apertura ai privati piutto- sto inconsueta nel nostro panorama scola- stico rigidamente statalista. Da un lato si tratta del credito d’imposta riconosciuto a persone fisiche ed enti non commerciali «per le erogazioni liberali in denaro destinate a favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione» (c. 145), cioè per le scuole statali e paritarie. le spese ammesse al credito arrivano a 100.000 euro annui e possono servire per la realizzazione di nuove scuole, la manuten- zione e il potenziamento di quelle esistenti, il sostegno a interventi per l’occupabilità degli studenti. la detrazione è pari al 65% in prima applicazione e scende al 50% a re- gime. le somme vanno versate in un apposi- to capitolo del bilancio del miur, che prov- vederà a riassegnarle agli effettivi destina- tari. Il dieci per cento delle somme raccolte sarà destinato a una sorta di perequazione per le scuole che hanno ricevuto meno ero- gazioni. I versamenti sono pubblicati sul portale dei dati della scuola. Dall’altro lato l’agevolazione fiscale ri- guarda la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie per la frequenza di scuole pa- ritarie. Quest’ultima disposizione (contenu- ta nel comma 151) ha sollevato vivaci pole- miche, soprattutto da parte di chi si appella a una interpretazione letterale della nota clausola dell’art. 33 della Costituzione, che prevede per enti e privati la facoltà di isti- tuire scuole «senza oneri per lo Stato». È noto che i costituenti non intendevano vie- tare qualsiasi sovvenzione statale alle scuo- le non statali, ma l’ermeneutica che si è consolidata nell’opinione pubblica tende a escludere qualsiasi forma di finanziamento diretto o indiretto, contrariamente a quan- to accade nel resto d’Europa. le proteste appaiono sproporzionate se
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