Novembre-Dicembre-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2015 34 la lEggE 107/15 la BUOna SCUOla E l’IRC SECOnDa paRTE Sergio Cicatelli, D.S. direttore Centro Studi Scuola Cattolica 5. Il Pof triennale altra significativa innovazione è la tra- sformazione del pof da annuale in triennale. la misura è funzionale alla gestione del- l’Oa, in quanto è soprattutto questo ad as- sumere cadenza triennale per assicurare al- le scuole maggiore stabilità progettuale e continuità didattica. annunciata al comma 2 e ribadita al comma 5, la triennalizzazione del pof ha comportato la modifica dell’art. 3 del Dpr 275/99 secondo la nuova versione contenu- ta nel comma 14. Rispetto al testo origina- rio, che rimane in gran parte invariato, il nuovo art. 3 del regolamento dell’autono- mia comprende le seguenti novità: - il pof (che ormai dovrebbe chiamarsi ptof, ma la sigla è piuttosto impronunciabi- le) diviene triennale ma rimane comunque rivedibile annualmente; - il pof comprenderà la definizione dei posti comuni e di sostegno dell’Oa, nonché il fabbisogno di posti per il potenziamento dell’offerta formativa; - il pof dovrà definire anche il fabbisogno di personale ata, quello di infrastrutture e attrezzature materiali e i piani di migliora- mento previsti dal nuovo Sistema nazionale di Valutazione; - gli indirizzi per la stesura del pof e per le scelte gestionali e amministrative sono formulati dal dirigente scolastico e non più dai consigli di istituto, ai quali rimane l’ap- provazione definitiva dell’atto; - al fine della predisposizione del pof il dirigente scolastico, oltre ai rapporti con le istituzioni del territorio, tiene conto delle proposte provenienti da organismi e asso- ciazioni – non più solo di fatto ma evidente- mente formalizzate – di genitori e studenti; - scompare la pubblicità del pof, che si trasferisce nel comma 17 della nuova legge, così come scompare l’obbligo di consegnar- lo all’atto dell’iscrizione (prassi peraltro spesso disattesa). Sul piano procedurale, il pof triennale dovrà essere predisposto «entro il mese di ottobre precedente il triennio di riferimen- to» (c. 12) e sempre entro il mese di otto- bre potrà essere riveduto ogni anno. Ovvia- mente, tutto il fabbisogno di personale non potrà essere fissato dalle scuole a loro pia- cimento ma dovrà rimanere entro i limiti di organico fissati dal comma 201 della legge. a tale scopo, l’Ufficio scolastico regionale verificherà che il pof rispetti il limite di or- ganico assegnato ad ogni scuola e trasmet- terà al miur l’esito della verifica (c. 13). Dato che la realizzazione dell’autonomia ha bisogno di risorse certe, il comma 11 sta- bilisce che già a partire dall’anno scolastico 2015-16 il fondo per il funzionamento – in- crementato rispetto alle esigue somme de- gli ultimi tempi – sarà erogato a ciascuna scuola entro il mese di settembre per la quota corrispondente al periodo settembre- dicembre ed entro il mese di febbraio per la quota relativa al periodo gennaio-agosto. 6. Curricolo degli studenti e alternanza scuola-lavoro Il pof, anche nella sua versione trienna- le, ruota intorno alla progettualità currico- lare, extracurricolare, educativa e organiz- zativa delle scuole. Tra queste dimensioni quella curricolare è di solito quella cui si dedica minor attenzione, nella convinzione (erronea) che il curricolo sia comunque sta-
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