Novembre-Dicembre-2015
31 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2015 vità di orientamento, infatti, migliora sicu- ramente la capacità di assumere decisioni coerenti con i propri bisogni e attitudini. Con il continuo mutare del contesto so- cio lavorativo, è necessario che si modifichi e si adegui anche la cultura dell’orienta- mento, che non può rimanere ancorata a schemi tradizionali. la Risoluzione del Consiglio d’Europa del 21 novembre 2008, pone l’accento sul fatto che l’orientamento debba essere considera- to «un insieme di attività che mette in gra- do i cittadini di ogni età di identificare le proprie capacità, competenze, interessi, [di] prendere decisioni in materia di istru- zione, formazione, occupazione, [di] gesti- re i propri percorsi personali di vita nelle situazioni di apprendimento, di lavoro e in qualunque altro contesto […]». Deve, in al- tre parole, costituire un elemento di forte incentivazione che accompagna l’alunno fin dai primi anni del suo ingresso nel mondo della scuola, aiutandolo ad esaminare i con- testi, a formare e recuperare gli elementi motivazionali, a chiarire gli obiettivi e le fi- nalità dell’attività di formazione. gli obiettivi indicati dalla Risoluzione eu- ropea, tuttavia, possono essere pienamente raggiunti, solo nel caso in cui l’orientamen- to venga interpretato nella sua accezione più estesa, atta cioè a formare nei giovani una consapevolezza delle proprie capacità e competenze e delle opportunità che offre il territorio e il mondo produttivo. Un processo, quindi, caratterizzato da forti elementi incentivanti e motivazionali, che si realizza attraverso percorsi persona- lizzati in grado di accompagnare, con parti- colare attenzione, i soggetti che presentano situazioni di maggiore rischio di abbandono. Il recupero degli aspetti motivazionali, tuttavia, non è un problema che riguarda solamente i giovani in situazione di maggior disagio formativo, ma può investire anche gli studenti capaci e meritevoli che proven- gono da background familiari e sociocultu- rali svantaggiati, ovvero con bassa scolariz- zazione parentale, i quali non sempre rie- scono ad effettuare scelte consapevoli ed autonome al termine della scuola seconda- ria di secondo grado, ma tendono a privile- giare quei percorsi di studio evidentemente ritenuti più favorevoli per un rapido inseri- mento nel mondo del lavoro. Questo fatto può generare situazioni di disagio e risulta di impedimento alla valo- rizzazione del merito e alla realizzazione di un sistema di formazione che assicuri pari opportunità e mobilità sociale. Inoltre, quote importanti di studenti, an- che in possesso di notevoli capacità, non riescono ad esprimere le proprie potenziali- tà, con la conseguenza di arrecare danno a loro stessi, a causa della difficoltà a rag- giungere le proprie legittime aspirazioni, ma anche, su larga scala, a tutta la società, che non riesce ad esprimere pienamente il potenziale delle proprie risorse umane. l’attività di orientamento, se portata avanti con metodo ed efficacia, rappresen- ta una delle principali risorse per contrasta- re la dispersione scolastica e per ridurre i fenomeni di scarso rendimento scolastico, nonché un punto di forza per la realizzazio- ne di un reale diritto allo studio, garantito dall’art. 34 della Costituzione. Oggi è necessaria un’azione formativa complessa e articolata per sostenere il gio- vane che deve inserirsi efficacemente in un contesto economico e sociale che cambia e si evolve continuamente e che richiede una persona preparata, competente e responsa- bile, in grado di svolgere una serie di azioni complesse: - analizzare le proprie risorse personali in merito agli interessi e alle attitudini, ma anche per quanto riguarda i saperi, le ca- pacità e le competenze; - saper esaminare e valutare con oggettività le opportunità, le risorse a disposizione e le regole e i condizionamenti che caratte- rizzano la società e il mondo del lavoro; - mettere in relazione gli esiti delle suddet- te osservazioni in modo da poter elabora- re utili indicazioni per operare scelte pon- derate e responsabili. In buona sostanza, oggi l’orientamento deve essere finalizzato alla formazione di una persona flessibile, capace di auto- orientarsi, di affrontare la mobilità e la maggiore precarietà che oggi caratterizza il mondo del lavoro e, quindi, se necessario, capace di adattarsi alle mutate richieste del mercato e della società, rientrando
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