Novembre-Dicembre-2015

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2015 30 Il RUOlO DEll’ORIEnTamEnTO nEl COnTRaSTO alla DISpERSIOnE SCOlaSTICa Andrea Bordoni, Direzione generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione - MIUR S econdo i dati ISTaT, la percentuale di giovani in età tra i 18-24 anni privi di titoli scolastici superiori alla licenza conclusiva del primo ciclo di istruzione, non in possesso di qualifiche professionali otte- nute in corsi con durata di almeno 2 anni, non frequentanti corsi scolastici né altre at- tività formative, è passata dal 22,9% del 2004 al 17% del 2013. Tale progresso è sicuramente dovuto an- che alle specifiche politiche di prevenzione e recupero della dispersione scolastica e di promozione del successo formativo messe in campo dal ministero dell’Istruzione negli ul- timi anni, tra le quali occorre ricordare, ol- tre all’innalzamento dell’obbligo di istruzio- ne, l’istituzione dell’anagrafe degli studen- ti, l’adozione dei piani nazionali di orienta- mento, la programmazione degli interventi nelle «aree a rischio» (ex art. 9 Contratto Collettivo nazionale Scuola 2006-2009), la creazione dei Centri provinciali per l’istru- zione degli adulti, gli interventi realizzati attraverso i programmi Operativi nazionali (pOn) finanziati con i fondi Strutturali Eu- ropei (fSE) e i fondi Europei di Sviluppo Re- gionale (fESR), ecc. Tuttavia, nonostante l’evidenza di tali progressi, risulta sicuramente necessario continuare ad attuare ed implementare ogni efficace azione di contrasto alla di- spersione, in quanto il tasso di abbandono scolastico negli ultimi due anni di scuola se- condaria di secondo grado, continua ad es- sere alto come valore assoluto ed è superio- re alla media rilevata nei paesi dell’Unione Europea. È noto che i principali profili di rischio relativi all’abbandono scolastico e all’insuc- cesso formativo comprendono principalmen- te le situazioni contraddistinte da retroter- ra socio-culturali relativamente svantaggia- ti, l’origine straniera e l’accumulo di ritardi rispetto ad una carriera scolastica standard . le strategie per la prevenzione del feno- meno consistono, pertanto, nella focalizza- zione dei soggetti a rischio, nell’individua- zione delle carenze formative e motivazio- nali, nel rafforzamento delle competenze di base e nel recupero dei divari di apprendi- mento, anche attraverso modelli organizza- tivi e percorsi didattici innovativi. Oltre alle cause sopra citate, un altro importante elemento di criticità, che può innescare i processi che portano all’insuc- cesso formativo ed al successivo abbandono degli studi, è rappresentato da azioni orien- tative scarsamente efficaci e incisive. l’orientamento fornito dalla scuola è spesso ancora concepito ed attuato come un’azio- ne per lo più informativa, da collocarsi in particolari momenti della vita scolastica, in concomitanza con le fasi di scelta e decisio- ne da parte dello studente. Di conseguenza, sovente, i percorsi intrapresi possono essere determinati più dalle condizioni socio-eco- nomiche e culturali delle famiglie piuttosto che da scelte responsabili e consapevoli, basate sulle effettive capacità e aspettative degli interessati. pertanto, per contrastare il fenomeno della dispersione occorre compiere anche un significativo salto di qualità nella proget- tazione e nella realizzazione delle azioni e delle attività di orientamento da destinare agli studenti. l’orientamento non può più essere consi- derato solo come uno strumento per gestire il passaggio tra la scuola, la formazione ed il lavoro, ma dovrebbe rappresentare un valo- re fondamentale nella vita di ognuno, in quanto risulta indispensabile nel sostenere i processi di scelta e di decisione, assumendo, in tal modo, un’importante funzione nella prevenzione della dispersione scolastica e dell’insuccesso formativo. Un’efficace atti-

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