Novembre-Dicembre-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2015 22 gnato, è centrata sulla familiarità con l’am- biente libresco, al punto che tuttora l’ele- mento che cui si riconosce il più alto valore predittivo sulla riuscita degli studi è la com- prensione della lettura; ugualmente, è le- gittimo riconoscere che l’editoria scolastica nazionale, nel proporre, allo stato attuale, non solo e non tanto integrazioni digitali a testi, ma spazi di rete (o piattaforme) den- tro i quali saggiare e mettere alla prova le prerogative di comunicazione allargata, di collegamento orizzontale e di tracciamento tecnico che sono proprie della rete sta im- boccando la strada che porta a dare legitti- mità all’idea di ambiente. abitare il libro è cosa diversa che abitare il web : riconoscer- lo è importante. ma non è ancora tutto, non c’è ancora, dentro a una simile prospettiva, quanto potrebbe/dovrebbe aiutare a capire e dominare le ragioni del ritardo accumula- to dalla scuola e quelle di un’auspicata in- versione di tendenza. Si tratta di prendere il toro per le corna, riconoscendo il ruolo di infrastruttura svolto dalla tecnologia. fino a qualche tempo fa la stampa è stata l’infrastruttura capace di garantire la produzione/riproduzione del sa- pere «colto». non a caso la «forma libro» è stata ed è matrice della «forma scuola», al- meno di quella «classica», con tutto ciò che questo comporta sul piano epistemologico e su quello didattico, come ho detto sopra. non a caso questo modello di scuola/libro non è stato intaccato dallo sviluppo impe- tuoso, soprattutto nella seconda metà del secolo scorso, dell’infrastruttura «audiovi- suale» (radio, cinema, televisione), centra- to perlopiù su saperi di intrattenimento, di- versi da quelli «colti». ma la rete è infra- struttura ben più potente e inclusi- va delle altre, capace di inglobare (e mescolare) tutte le forme di sa- pere. Il fatto che si sia affermata nel mondo e che abbia iniziato a minare fortemente l’autosufficien- za dell’infrastruttura stampa a li- vello di università non può lasciare tranquilla la scuola. Il digitale de- ve entrare lì, con coraggio, portan- do un messaggio di consapevolezza capace di estendersi sul versante non solo della tecnica, ma anche della teoria del conoscere e del- l’esperire, oltre che di quella dell’educare. Dell’educare e dell’educarsi. È appunto in questa prospettiva che personalmente sto da tempo operando. per un verso si tratta di sperimentare, a li- vello universitario, soluzioni didattiche che profittino delle valenze della rete per arrivare a ridefinire il rapporto fra appren- dimento e insegnamento, nonché quelli fra apprendimento ed esperienza, fra indivi- duo e gruppo, fra conoscenza e operativi- tà. per un altro verso si tratta di indivi- duare le soluzioni migliori per coinvolgere la scuola, o almeno la parte di essa più di- sponibile, ad un uso avanzato (e consape- vole) delle tecnologie di rete, sì da met- terla nelle condizioni di pensarsi e ripen- sarsi, sul piano epistemologico oltre che su quello didattico. a chi, da insegnante della scuola, vorrà seguire il blog che da due anni gestisco as- sieme al gruppo del laboratorio di Tecnolo- gie audiovisive (http://lTaonline.wor- dpress) e sarà incuriosito dalla possibilità di acquisire sollecitazioni al digitale maturate dall’interno del digitale e della scuola stes- sa (come è per la già consolidata collana di eBook #graffi e per Google Drive e la didat- tica , recentissimo primo eBook della collana partecipata Coll@borare ), altro non è chie- sto che la disponibilità a giocare e mettersi in gioco.
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