Novembre-Dicembre-2014
colar modo per la stesura della loro premes- sa, tra le pagine più belle della legislazione italiana, il problema dell’educazione per- manente e ricorrente (5). ma anche temi di impegno sociale quali l’educazione sessuale nella scuola, mass-media e audiovisivi, scuola e occupazione. negli anni ’80 l’apporto dell’uCiim con- verge sui «programmi Brocca» per i licei, sul «progetto 92» per l’istruzione professiona- le, sul «piano nazionale informatica» voluto dal ministro franca falcucci, sull’elevamen- to dell’obbligo scolastico con vivaci discus- sioni sul biennio propedeutico al triennio superiore o come proseguimento della scuo- la media. Vennero inoltre formulate interessanti proposte per la formazione universitaria dei docenti (6). in merito alla «Sperimentazione Brocca» (7), formulata a cavallo degli anni ‘80-‘90, va sottolineato l’impegno dell’uCiim pre- sente con propri rappresentanti sia nelle sottocommissioni che dovevano rinnovare l’ordinamento sia in quelle che dovevano ripensare i curricola. tale Commissione era impreziosita dalla presenza della presidente Checcacci, direttrice organizzativa del co- mitato di coordinamento. lo scandalo tangentopoli, la caduta del governo, la fine della prima repubblica la arenò. negli anni che seguirono l’attività del- l’uCiim è dovuta raddoppiare. le ideologie politiche erano venute meno: si era sfaldato il patto informale del Caf (Craxi, andreotti, forlani), era caduto il «muro di Berlino» e con esso l’alternativa al capitalismo e la «cortina di ferro». fra delusione e scettici- smo era iniziata la seconda repubblica. Biso- gnava ridare fiducia, promuovere un progetto pedagogico culturale nuovo, che potesse col- mare il senso di identità nazionale offuscato. l’italia incominciò a discutere di «auto- nomia», l’uCiim ne parlava già da anni: for- te era il timore che essa potesse provocare forti squilibri tra le diverse aree del paese e mettere in discussione quel minimo comun denominatore di cultura scolastica omoge- nea che un sistema governativo centrale riusciva ad assicurare. da nord a sud, in tutte le realtà uCiim, iniziarono riflessioni e dibattiti sul profilo da dare all’autonomia scolastica. Sotto la guida della sapiente Cesarina la riflessione portò a considerare i vantaggi che un’auto- nomia intesa come capacità di autogoverno poteva portare: le scuole sarebbero stati luoghi non di mere esecuzioni di disposizioni centraliste ma piuttosto sarebbero diventa- te risorse per i territori. l’uCiim disse no alla totale regionalizza- zione delle politiche scolastiche, disse sì ad un governo garante nel fornire orientamenti generali per tutto il territorio nazionale. Con orgoglio oggi ci intestiamo il d.p.r. n. 275 del 99, attuativo della legge sull’auto- nomia, sul quale l’uCiim lavorò attentamen- te e alacremente. la presidente Checcacci in quegli anni consigliere del ministro Berlinguer e Vice presidente del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, promosse attente ri- flessioni su altri temi caldi quali il «riordino dei cicli dell’istruzione» e la «riforma del- l’esame di maturità». negli anni 2000 l’uCiim è presente agli «Stati generali dell’istruzione». in quell’oc- casione il presidente luciano Corradini so- stenne decisamente che bisognava partire dalla realtà, e non solo dai principi, se no c’era il rischio che la relazione fra principi e comportamenti si spezzasse. occorreva lavorare il più possibile con gli insegnanti e 3 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 E d i t o r i a l e (5) ricordiamo l’84° Convegno «l’educazione permanente e ricorrente», l’85° «il problema della valutazione nella scuola media», l’86° «la valutazione nella scuola media», tutti nell’anno 77. (6) Convegno uCiim dicembre 1982 su «le scienze pedagogiche nella scuola secondaria superiore e nell’univer- sità». (7) il sottosegretario Beniamino Brocca nel 1988 ricevette l’incarico dal ministro galloni. la Commissione conti- nuò i lavori con i ministri mattarella e Bianco. Concluse i lavori nel 1992 con il ministro misasi.
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