Novembre-Dicembre-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 2 tire dal secondo anno ci doveva essere una materia opzionale a scelta obbligatoria fra il latino e le applicazioni tecniche. in quel magnifico congresso si discusse anche sul collegamento della scuola media con la scuola elementare e con i corsi supe- riori, sull’istruzione tecnica e professionale, sulla riforma delle facoltà universitarie, sul rinnovamento didattico, sulla riforma del consiglio superiore, sulla presenza nella vita sindacale, sull’istruzione secondaria popola- re, sulla libertà della scuola. ma in quel Congresso si indicò anche la strada da percorrere al governo e al parla- mento: «Il Congresso, in merito alla politi- ca scolastica del Governo e del Parlamen- to, ha giudicato non solo opportuna ma ur- gente una indagine approfondita ed estesa sulla realtà della scuola, da affidarsi ad un organo costituito da rappresentanti del Parlamento, del Consiglio Superiore della P.I., dei Centri Didattici, della scuola se- condaria e della Università, delle libere associazioni professionali della scuola, delle associazioni dei lavoratori e dei gruppi economico-sociali, per accertare in- sieme con gli aspetti politici le carenze nei settori organizzativo, didattico e cultura- le, ha auspicato che si ponga allo studio un piano di sviluppo di maggiore ampiezza e durata che contempli non solo gli inter- venti finanziari e organizzativi ma anche quelli strutturali, ha espresso, infine, l’esigenza che la scuola italiana sia sempre più animata da uno spirito vivo ed aperto di democrazia e che l’educazione civica sia centro di interesse essenziale alla forma- zione degli alunni» (4). la vita dell’uCiim di quegli anni dimostra che è falso leggere la storia indicando la cultura marxista di Concetto marchesi o di lucio lombardo radice come la culla della «scuola di massa». Se la «scuola di tutti e per tutti» si realizzò fu grazie anche a cat- tolici illuminati come gesualdo nosengo e ad associazioni cattoliche e progressiste, impegnate per il bene della società italiana, come la nostra uCiim. negli anni 60, con un «osservatorio scola- stico» pubblicato nel mensile «la SCuola e l’uomo» si segnalavano e analizzavano pro- blematiche urgenti da affrontare e risolvere per il «ben essere» della scuola italiana: scuola e famiglia, scuola secondaria supe- riore, esame di maturità, esami di licenza media, scuola a «pieno tempo». nel 1968 l’improvvisa morte di nosengo non fermò l’impegno sociale dell’uCiim. il pedagogista aldo agazzi assunse la pre- sidenza nazionale fino al 1974. in quegli an- ni l’uCiim si impegnò per riformare la se- condaria superiore proponendo, per quanto riguarda la struttura, un quinquennio arti- colato in un biennio e un triennio. formulò proposte per la gestione partecipativa della scuola, per l’istruzione professionale, per la funzione direttiva. l’uCiim ha precorso sempre i tempi. già un decennio prima che si approvassero i de- creti delegati nel 1974, con l’introduzione nella scuola della rappresentanza dei geni- tori, del personale ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) e degli studenti per la scuola superiore, si discuteva sulla gestione partecipativa della scuola, sullo stato giuri- dico dei docenti. poi arrivarono gli anni della grande presi- dente Cesarina Checcacci (1974-1997), già segretaria di nosengo e Vicepresidente di agazzi, protagonista della politica scolasti- ca italiana per quasi mezzo secolo. Con «Cesarina» arrivò l’impegno del- l’uCiim per introdurre il principio dell’inte- grazione e della possibilità di attivare inter- venti individualizzati per i singoli alunni (legge 517/77), le nuove norme sulla valu- tazione, l’abolizione degli esami di ripara- zione, il contributo determinate per i pro- grammi della scuola media (il latino come disciplina autonoma scomparve) e in parti- E d i t o r i a l e (4) dagli atti del VIII Congresso nazionale (Ariccia/Rocca di Papa, 16/19 marzo 1962) sul tema «Persona e scuola».

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