Novembre-Dicembre-2014

39 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 il bambino mi spiegò che nella sede della Caritas della città, erano ospiti da una setti- mana dei profughi di guerra provenienti da paesi africani e che, essendo il suo papà uno dei tanti che si prendeva cura di questi uomini, donne e bambini, aveva avuto l’occasione di conoscerli e di giocare con loro in un magnifico campetto di calcio di cui dispone la sede dove vivono temporaneamente. Chiamai e proposi un incontro tra i migranti ospiti e gli alunni delle classi quinte. poche ore dopo seduta attorno ad un tavolo nella sede della Caritas con gli operatori della onlus San Vito ho avanzato la proposta di organizzare in occasione del natale una giornata di condivisione conviviale con gli immigrati. Ci siamo subito ritrovati concordi, infatti, sul- l’opportunità di progettare delle attività sportive, di canto e di danza che bene si presta- vano ad un primo approccio tra bambini di scuola primaria e ragazzi adolescenti. dopo alcuni giorni la coordinatrice degli animatori mi convoca al fine di potere meglio stabilire le modalità e i tempi di realizzazione dei laboratori. è stato per me emozionante sentirmi dire che i ragazzi migranti avevano tutti appreso con grande entusiasmo la notizia di una visita da parte di bambini e di insegnanti e che gli stessi, sebbene non tutti cattolici, erano anche disponibili a partecipare attivamente al- l’allestimento di un presepe nella cattedrale della città per la ormai consueta manifesta- zione che il vescovo mons. mogavero organizza come momento iniziale e significativo del natale per le scuole. a tal fine, infatti, i ragazzi si sono prodigati nella realizzazione di un albero che hanno chiamato «albero della speranza», con grandi radici ma con i rami spogli dove hanno attac- cato stelle all’interno delle quali hanno scritto i loro desideri. non trovo le parole per descrivere l’entusiasmo e l’emozione provata poi il giorno in cui con i miei bambini e molte mamme abbiamo finalmente incontrato questi ragazzi. la loro accoglienza è stata eccezionale. Ci guardavamo tutti con gioia e con speranza. Si stava realizzando «il miracolo del magico natale». dopo una prima reciproca conoscenza, i bambini hanno potuto insieme ai ragazzi pren- dere visione di alcune immagini proiettate che ritraevano i momenti salienti della nuova vita di questi ultimi: il loro arrivo a mazara; l’accoglienza nella sede della Caritas; la prima cena insieme a tutto il personale addetto; la realizzazione in gruppo dell’«albero della speranza» e delle «stelle del desiderio». di seguito alcuni bambini sono stati invitati a fare delle domande ai migranti che hanno risposto con grande precisione in lingua inglese opportunamente tradotti da un mediatore linguistico. molti di loro hanno parlato della loro terra di origine descrivendola come una terra «lontana», una terra «abitata da persone abituate a sorridere a chiunque li va a tro- vare, esattamente come i siciliani». questa frase ci ha ulteriormente caricati emotivamente e ci ha spinti subito a dare ini- zio alle attività laboratoriali di gruppo. è così che è cominciato questo nuovo percorso didattico che, come concordato con il di- rigente scolastico, porteremo avanti tutto l’anno con incontri settimanali in orario curricu- lare, convinti di potere in questo modo raggiungere molti obiettivi educativi-didattici che nella prassi quotidiana risultano difficili da perseguire. Considero questa esperienza molto positiva in quanto mi ha arricchito non solo profes- sionalmente ma anche come persona e come cristiana. per questo concludo il mio racconto con una frase di papa francesco: «la cultura dell’in- contro, la cultura del dialogo questa è l’unica strada per la pace […] a tutti spetta il com- pito di ricomporre i rapporti di convivenza nella giustizia e nell’amore». antonella mendolia Socia della Sezione di partanna docente di Scuola primaria

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=