Novembre-Dicembre-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 38 La scuola incontra gli immigrati negli ultimi decenni, l’italia è diventata primo paese d’immigrazione del bacino del me- diterraneo ed in particolare la Sicilia meta di salvezza per molti uomini, donne, bambini che sfuggono alla guerra, alla miseria, alla fame. di fronte a tale fenomeno la responsabilità della scuola è grave in quanto ad essa spetta il compito di favorire l’accoglienza e l’integrazione. la scuola, infatti deve considerare l’accogliere come il mostrarsi ben disposti verso la diversità dell’altro, essere disponibili a conoscerla, rispettarla e apprezzarla come risorsa per una crescita reciproca e, l’integrare come contatto diretto del migrante con i cittadini allo scopo di comunicare, conoscere, comprendere e confrontarsi. è in quest’ottica che ritengo vada inserita l’esperienza didattica da me vissuta con i bambini delle classi quinte della scuola primaria dell’istituto comprensivo «luigi pirandel- lo» di mazara del Vallo. è una esperienza che ha coinvolto e modificato le dimensioni e l’organizzazione del tempo e dello spazio scuola, ha modificato la comunicazione e il clima della classe e, ha inevitabilmente coinvolto emozioni, saperi ma soprattutto valori assoluti. nei primi giorni di dicembre ho proposto alla classe una lettura del nostro libro di testo su gandhi padre della nonviolenza e della protesta pacifica. da questa lettura è nato tra i bambini un dibattito, che si è allargato a tematiche più vicine alla loro quotidianità e che ho cercato di mediare non senza fatica. tante le domande che i bambini si ponevano: perché non c’è la pace tra i popoli?; cosa significa fratellanza?; come si può essere tutti fratelli anche di uomini neri diversi da noi? Ho cercato di dare loro delle risposte riprendendo argomenti peraltro già abbondante- mente trattati, ma continuavo a vedere nei loro occhi ancora tante perplessità! il colore nero della pelle, era questo che continuava a creare dubbi, incertezze… allora decisi di sedermi in mezzo a loro e di ascoltare con attenzione le risposte alla mia domanda: come pensi che sia un uomo di colore nero? tante le risposte, quelle che mi hanno fatto tanto riflettere sono: io penso che non posso essere fratello di un uomo negro perché lui è diverso da me!; la mamma mi dice sempre che quando incontriamo per strada o dentro un negozio un negro, dobbiamo subito allontanarci! non nascondo la frustrazione che ho provato ascoltando i miei bambini. Ho pensato di avere fallito nel mio intento di trasmettere, attraverso tante letture, poesie, riflessioni, immagini, film… alcuni valori fondamentali. in un attimo ho sentito la necessità di dovere integrare il mio lavoro didattico con qualcosa che riuscisse ad essere veramente efficace. mentre io pensavo, i bambini parlavano tra di loro… un bambino dice al compagno di banco: «io ho paura dei negri». il compagno risponde: «io non ho più paura, adesso ci gioco a calcio quasi ogni giorno». mentre ascolto questi discorsi si accende dentro di me una luce… conoscenza… Se non si conosce si ha paura! allora cercai di sapere subito come mai uno dei miei alunni giocava ogni giorno a calcio con dei ragazzi negri. Lettere al direttore In questo nuovo spazio della nostra rivista vorremmo aprire un colloquio diretto con i soci. È questo uno spazio di ascolto di vostre esperienze e proposte che volentieri socializziamo per promuovere tra i lettori un produttivo dibattito sui temi affrontati. Le lettere dovranno essere indirizzate a redazione@uciim.it oppure a Redazione La Scuola e l’Uomo, Via Crescenzio 25 - 00193 Roma
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