Novembre-Dicembre-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 34 mana e studiano due lingue straniere. la comprensione orale e l’espressione orale sono prioritarie e gli esercizi proposti met- tono l’alunno al centro dell’apprendimento; questo è chiamato l’«approccio azionale», l’alunno è l’attore del suo apprendimento. lo scritto occupa un posto meno rilevante ma lo scopo è di rendere l’alunno capace di elaborare delle strategie di lettura e di scrittura per raggiungere una certa autono- mia per potere leggere e scrivere in una lin- gua straniera. nella scuola superiore che dura 3 anni si continua ad insistere sull’orale lavorando in gruppi e si approfondisce lo scritto sempre nell’ambito del quadro europeo di riferi- mento per le lingue straniere. dei temi sono evocati: per il primo anno ci sono l’arte del vivere insieme, la memoria, il sentimento dell’appartenenza e visioni del futuro. l’orario è di 2 ore e mezzo o 3 ore in setti- mana. negli altri due anni l’orario è di 2 ore in settimana. i grandi temi da evocare sono i gesti fon- datori e i mondi in movimento. per l’esame di maturità che è preparato in questi due anni 4 temi comuni a tutte le lingue sono proposti: miti e eroi, Spazi e scambi, l’idea di progresso e luoghi e forme di potere. questi temi sono studiati usando documenti che permettono di esercitare le competen- ze che sono valutate all’esame di maturità: la comprensione orale, l’espressione orale, la comprensione scritta e l’espressione scritta. per esercitare gli studenti è possibi- le fare «gruppi di competenze». per un cer- to numero di settimane si insiste sulla com- prensione orale per esempio mescolando gli studenti di diverse classi a secondo dei biso- gni e del livello di ognuno. parere personale su questo metodo d’in- segnamento: il cambiamento av- venuto a metà de- gli anni 2000 vole- va migliorare il li- vello di lingua de- gli studenti, parti- colarmente al- l’orale. Si è senti- to dire che i ra- gazzi portati al- l’estero non erano capaci di parlare la lingua del pae- se. Ho sempre portato ragazzi in italia in scambio e non mi è sembrato che fossero persi. Secondo me que- sto parere valeva di più per l’inglese. questo metodo «azionale» come viene chiamato sembra interessante ma mette un po’ da parte l’apprendimento grammaticale e lessicale. Certo i ragazzi parlano ma la lingua è spesso molto scorretta perché que- sti ragazzi non si danno più da fare per im- parare. al liceo i programmi sono molto am- biziosi e i temi sono interessanti ma manca il tempo per svilupparli. Si resta in superfi- cie e la cultura italiana purtroppo è poco studiata. in media abbiamo 10 ore per svi- luppare un tema perché dobbiamo anche fare prove scritte, delle valutazioni. non c’è quindi nessuna possibilità di approfondi- re e di fare scoprire la ricchezza della storia e della cultura di un paese. direi che pur- troppo è una particolarità dell’insegnamen- to delle lingue straniere in francia, e forse anche un po’ dell’insegnamento in genere nel nostro paese.
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