Novembre-Dicembre-2014
31 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 studio della sintassi dei casi che tradizional- mente è croce e delizia (si fa per dire) di insegnanti e studenti del secondo. questa modifica alla prassi comune è stata suggeri- ta dalla constatazione che spesso si profon- dono energie nello studio della sintassi, ad esempio, del genitivo, quando spesso non è ancora consolidato il possesso delle fonda- mentali strutture morfologiche (in partico- lare per quanto riguarda il sistema pronomi- nale e la coniugazione verbale). ma verreb- be da chiedersi: quanto è effettivamente frequente nei testi latini la costruzione di interest e refert ? Sicuramente è più fre- quente il ricorso al genitivo partitivo o, al limite, a quello di stima. dunque, a mio av- viso, bisognerebbe abbandonare l’idea di studiare la sintassi dei casi in maniera siste- matica nel corso del secondo o del terzo an- no, a favore di uno studio dei costrutti in base alla loro frequenza all’interno dei testi latini: ciò significherebbe trattare durante il secondo anno lo studio di alcune (poche) strutture particolarmente ricorrenti (ad esempio il genitivo partitivo, la costruzione personale e impersonale di videor ecc.) e lasciare pure al terzo (o addirittura al quar- to) una ricognizione più particolareggiata della sintassi dei casi. questo principio della maggiore o minore frequenza nei testi andrebbe a mio avviso esteso a tutta la morfo-sintassi. in particola- re, l’esperienza mi suggerisce la necessità, nel cruciale terzo anno (in cui si comincia lo studio della letteratura e la lettura degli au- tori e dunque lo spazio dello studio gramma- ticale si restringe drasticamente), di consoli- dare alcune strutture particolarmente fre- quenti e, direi, essenziali nella costruzione del periodo latino, che lo studente nella tra- duzione è chiamato costantemente a ricono- scere e a rendere in buon italiano. «Consoli- dare» significa ovviamente che molte di que- ste strutture sono già state affrontate in se- de didattica nel corso del primo biennio, ma che siano saldamente possedute da ciascun allievo è un altro discorso. individuare quali siano queste strutture non sembra particolarmente arduo. propor- rei, per quanto riguarda la morfologia agget- tivale e pronominale: il comparativo e il su- perlativo; i pronomi personali, possessivi, de- terminativi, dimostrativi; il pronome relativo (declinazione e particolarità della declinazio- ne, la concordanza, l’antecedente determi- nativo o dimostrativo, usi particolari); per quanto riguarda la morfologia e la sintassi verbale: la coniugazione di possum , fero , eo , volo, nolo e malo ; la coniugazione, il valore e l’uso del congiuntivo; il congiuntivo nelle proposizioni indipendenti; il congiuntivo nelle proposizioni dipendenti e la consecutio tem- porum ; il significato e i tempi del participio; gli usi del participio; la traduzione dei vari ti- pi di participio e i suoi usi particolari; l’abla- tivo assoluto; la perifrastica attiva; i tempi e gli usi sintattici dell’infinito; il gerundio, il gerundivo e la perifrastica passiva. per quan- to riguarda la sintassi: gli usi di cum (con l’in- dicativo e con il congiuntivo); gli usi di ut (la proposizione finale, la proposizione consecu- tiva, ut con valore completivo, concessivo, comparativo ipotetico); l’uso di alcune con- giunzioni subordinanti (quelle introdotte da antequam, dum, postquam, quamquam, quamvis, quod, si ). ovviamente ho raggruppato gli argomenti per ambito e non in base alla sequenzialità didattica. per esempio nello scorso anno scolastico (2013-2014) a me è capitato di modularli come segue: il comparativo e il superlativo. i pronomi personali, possessivi, determi- nativi, dimostrativi. gli usi sintattici dell’infinito. Coniugazione, valore e uso del congiunti- vo. il congiuntivo nelle proposizioni indipen- denti. il congiuntivo nelle proposizioni di- pendenti. la consecutio temporum . gli usi di cum . Cum con l’indicativo. Cum con il congiuntivo. gli usi di ut . la proposizione finale. la proposizione consecutiva. Ut con valore completivo, concessivo, comparativo ipote- tico ( ut si ). l’uso di alcune congiunzioni subordinanti ( antequam, dum, postquam, quamquam, quamvis, quod, si ). il pronome relativo. declinazione e parti- colarità della declinazione. la concordanza. l’antecedente determinativo o dimostrati- vo. usi particolari. il significato e i tempi del participio. gli usi del participio. traduzione dei vari tipi di participio. usi particolari. la coniugazione di fero e di eo . la coniugazione perifrastica attiva. l’ablativo assoluto. Come si può vedere, non solo mancano all’appello possum, volo, nolo e malo , ge-
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