Novembre-Dicembre-2014
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 30 Continuità VO CERCANDO, CH’È SI CARA: la lingua latina nel quinquennio del liCeo ClaSSiCo Gianluca D’Acunti, Docente Liceo classico «A. Tacito» Roma n ell’affrontare la questione del curri- colo verticale per il latino nei nuovi licei, mi limiterò al caso che conosco meglio, quello del liceo classico, dove inse- gno italiano e latino da quindici anni. Con questa avvertenza: uso l’espressione «curri- colo verticale» in senso aspecifico, sempli- cemente come sinonimo di «continuità tra primo e secondo biennio» (e, in prospettiva, con l’ultimo anno). Come si evince chiaramente da una rapi- da scorsa alle recenti Indicazioni nazionali (elaborate dalla commissione voluta dalla ministra gelmini), in particolare agli obietti- vi specifici di apprendimento, l’acquisizione al termine del quinquennio delle competen- ze linguistiche e di traduzione relativamente alla lingua latina rimane un tratto specifico dei licei classico e scientifico, ma non di quello delle scienze umane, né tanto meno del liceo linguistico, in cui il latino, abba- stanza inspiegabilmente, è ormai una pre- senza residuale (com’è noto, si insegna solo nel primo biennio per due ore settimanali). per quanto riguarda lo studente del liceo classico, egli, alla fine del quinquennio, sempre stando alle Indicazioni nazionali , dovrà «avere acquisito la conoscenza delle lingue classiche necessaria per la compren- sione dei testi greci e latini, attraverso lo studio organico delle loro strutture linguisti- che (morfosintattiche, lessicali, semanti- che)» (p.13). tuttavia, passando agli obiet- tivi specifici di apprendimento, è previsto, come nel liceo classico d’antan , che lo stu- dio della lingua si concentri di fatto nel pri- mo biennio, mentre nei successivi tre anni si dà per acquisita la conoscenza delle strutture fondamentali. pertanto nel secon- do biennio e nel quinto anno si prevede ov- viamente «la prosecuzione dell’allenamento alla traduzione del testo d’autore, presen- tando brani scelti dagli autori esaminati nello studio della letteratura […] oppure se- condo percorsi per generi letterari», men- tre dal punto di vista linguistico l’alunno dovrà «consolidare le proprie competenze linguistiche acquisendo dimestichezza con la complessità della costruzione sintattica e con il lessico della storiografia, della retori- ca, della politica e della filosofia», coglien- do «le varianti diacroniche della lingua e la specificità dei lessici settoriali». a parte il cenno alla sintassi, l’attenzione si concen- tra dunque sulla variazione diacronica e sui lessici settoriali. ora la concreta esperienza didattica ci dice che la maggioranza degli studenti del terzo anno del liceo classico è ben lontana dal pieno possesso della lingua latina e di un sicuro ed efficace metodo di traduzione e che anzi questi traguardi si rivelano pro- blematici per un numero cospicuo di alunni persino alla fine del percorso liceale. per- tanto già da tempo è prassi consolidata de- dicare, specie nel terzo anno, ma non solo, un’ora dell’orario settimanale di cattedra (che è di quattro ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno) allo studio della lingua e non semplicemente alla traduzione (tradi- zionalmente: la correzione di una versione assegnata di settimana in settimana). per esempio il dipartimento di lettere classiche del liceo presso cui presto servizio, il «Cor- nelio tacito» di roma, nella programmazio- ne d’istituto ha previsto già da qualche an- no che lo studio della grammatica continui nel secondo biennio, indicando anche gli ar- gomenti da affrontare nei due anni (cfr. http://www.liceocorneliotacito.it/index.ph p?option=com_phocadownload&view=cate- gory&id=20:programmazione&itemid=340). nello specifico, la programmazione di di- partimento prevede per il terzo anno quello
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