Novembre-Dicembre-2014
25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 il CurriColo di italiano delle SCuole trentine Elvira Zuin, Docente ricercatore IPRASE Trento Premessa il curricolo di italiano delle scuole trenti- ne è stato elaborato all’interno del proces- so di riforma che ha portato la provincia au- tonoma di trento ad emanare la legge di riordino dell’intero comparto scuola (legge 5/2006 – Salvaterra), e, successivamente, i piani di studio provinciali per il 1° e 2° ciclo di istruzione. nella fase di attuazione dei pSp, l’accom- pagnamento alle scuole è stato affidato ad ipraSe, che negli anni dal 2009 al 2011 ha le ha seguite nel processo di adeguamento dei piani di studio di istituto ai nuovi piani di Studio provinciali, e, dal 2010 a tutt’og- gi, ha promosso sperimentazioni negli ambi- ti didattico e valutativo per dare effettiva attuazione al curricolo verticale descritto nei piani stessi (1). in questa cornice si colloca l’elaborazio- ne del curricolo verticale di italiano per il 1° ciclo, al quale è stato riservato uno spa- zio assai rilevante sia in fase di prima stesu- ra, sia nell’ambito delle azioni di ricerca e sperimentazione. tutte le reti di scuole e gli istituti singoli, con il coinvolgimento di centinaia di insegnanti in ricerca, hanno prodotto proposte di curricolo verticale 6- 14, e, in alcuni casi, 6 –16, utilizzando il modello suggerito dalle Linee guida , ma ar- ricchendolo di riflessioni e osservazioni cri- tiche, di percorsi didattici e strumenti valu- tativi in forma di esempio. le proposte del- le scuole, insieme alle indicazioni dell’ac- cademia della Crusca, che ha revisionato i curricoli di traguardi 6-16, le relative unità di lavoro e alcune prove di competenza, hanno costituito la base per la stesura del curricolo verticale contenuto nella versione definitiva delle Linee guida pubblicata nel 2012. L’italiano come Disciplina e come Area di apprendimento il curricolo di italiano per il 1° ciclo di istruzione, semplice nella struttura (compe- tenze declinate in abilità e conoscenze) e nella scansione (due tappe, alla fine della primaria e della secondaria di 1°) fa riferi- mento innanzitutto al Regolamento dei PSP , per il quale la lingua italiana costituisce una disciplina, ma anche un ’Area d’apprendi- mento a sé stante. questo fatto ha solleci- tato i gruppi di docenti in ricerca a identifi- care gli elementi di specificità della disci- plina e quelli di trasversalità, gli ambiti di studio tradizionalmente afferenti all’italia- no e quelli più innovativi. l’italiano è stato considerato come il luogo in cui si appren- dono le fondamentali abilità/conoscenze linguistiche e i contenuti trasmessi attra- verso i testi, ma anche quello in cui ci si im- padronisce degli strumenti linguistici da uti- lizzare nelle varie situazioni di studio e di vita, e, per eccellenza, quello in cui si im- para a «dare un nome» alle cose, agli og- getti di pensiero, alle stesse operazioni mentali che si compiono quando si ascolta, si parla, si legge e si scrive. il curricolo che ne è derivato rispecchia fedelmente quest’impostazione, ma la com- plessità dei temi, grazie alla riflessione dei docenti che ne hanno considerato la trasfe- ribilità nel lavoro d’aula, è stata tradotta in una struttura organizzativa relativamente semplice: le quattro competenze previste dal Regolamento ( Interagire e comunicare oralmente in contesti di diversa natura , (1) Si veda, per maggiori dettagli, la legge provinciale n. 5/2006
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