Novembre-Dicembre-2014
19 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 un’analisi del funzionamento esistente e delle potenzialità di sviluppo si tratta di ri- conoscere quali sono le priorità strategiche su cui concentrare l’attenzione e a quali condizioni di fattibilità possono essere de- clinate in azione progettuale. Dalle priorità strategiche agli obiettivi di miglioramento la definizione del piano di miglioramen- to richiede una progressiva messa a fuoco dell’azione di cambiamento, attraverso la transizione dalla individuazione di priorità strategiche alla loro analisi in pro- fondità, alla defi- nizione di una strategia d’azio- ne, alla messa a punto di un piano di sviluppo. l’analisi svolta ha consentito di evidenziare un in- sieme di aree po- tenziali di miglio- ramento e di linee di sviluppo su cui focalizzare l’at- tenzione; sulla ba- se di essa e degli orientamenti pro- grammatici emer- genti dai criteri enunciati nella mappa della quali- tà si tratta di compiere delle scelte, ovvero di selezionare all’interno di un ventaglio ampio di opzioni e di linee evolutive l’ampiezza del raggio d’azione su cui intervenire. il grado di specificità degli ambiti di intervento può variare in relazione all’estensione dell’og- getto, ma dovrebbe comunque consentire di mettere a fuoco campi d’azione sufficiente- mente circoscritti sul piano operativo. definiti gli ambiti di intervento si tratta di mettere a punto una strategia di miglio- ramento, ovvero le linee guida su cui strut- turare il progetto innovativo. Se, ad esem- pio, nell’ambito di un processo valutativo sulle modalità di valutazione degli allievi è stata evidenziata come area di investimen- to la strutturazione condivisa di standard di apprendimento a livello di istituto, si tratta di identificare quali concrete attività met- tere in campo, da parte di quali soggetti, con quali risultati attesi, in quali tempi e con quali risorse operare. una volta messa a punto la strategia di miglioramento e concordata con gli altri soggetti decisori occorre declinarla in un piano operativo in grado di fissare le opera- zioni con cui tradurre concretamente le li- nee di lavoro messe a punto. la tav. 2 met- te a confronto le domande chiave su cui im- postare una strategia di sviluppo con quelle su cui strutturare un piano operativo, ad evidenziare il valore aggiunto che lo qualifi- ca in termini di traduzione operativa delle scelte progettuali. Per approfondire testi: & m. C aStoldi , Valutare a scuola , roma, Ca- rocci, 2012. riferimenti normativi: & d.p.r. 28 marzo 2013, n. 80 «regola- mento sul sistema nazionale di valuta- zione in materia di istruzione e forma- zione». STRATEGIA D’AZIONE PIANO OPERATIVO perCHÉ? quale lo scopo del miglioramento? quali risultati attesi dal piano di sviluppo? CHi? quali soggetti saranno coinvolti? quali compiti per i diversi sog- getti? CoSa? quali tipi di attività si prevedono? quali operazioni sono necessarie? quando? qual è la durata del- l’azione? quali tempi per le diverse ope- razioni? Con CoSa? Che supporti occorre- ranno? quali risorse umane, materiali, finanziarie per ciascuna opera- zione? Come Si Valuta? quali parametri di va- lutazione? quali modalità e strumenti di controllo? tav. 2 dalla strategia d’azione al piano operativo: domande chiave
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