Novembre-Dicembre-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 18 miglioramento analitico ed operativo. la scarsa cura dedicata a questi passaggi o, peggio ancora, l’implicita convinzione che le risultanze valutative possano magica- mente orientare le azioni di miglioramento rischia di vanificare l’intero processo previ- sto nel dpr 80/2013. La valutazione al servizio del miglioramento in quanto strumento di intelligenza del- l’azione la valutazione può interagire in modi differenti con il processo innovativo, assol- vendo pertanto funzioni differenziate. Sulla scorta del contributo di Hopkins possiamo concettualizzare i rapporti tra valutazione e miglioramento secondo tre prospettive (1): - valutazione del miglioramento: l’attività valutativa non determina il cambiamento bensì fornisce un feed-back utile alla sua gestione. tale prospettiva tende a vedere la valutazione in chiave gestionale, enfatiz- zando il rigore e la sistematicità delle pro- cedure e degli strumenti valutativi, come repertorio tecnico funzionale ad una gestio- ne della scuola che miri a massimizzare l’uso delle risorse a disposizione; la sua me- tafora è il cruscotto, in quanto strumento in grado di tenere sotto controllo e di regolare il funzionamento di un sistema. - valutazione per il miglioramento: l’attività valutativa innesca il processo di cambia- mento, in quanto passo preliminare utile a predisporre le condizioni di realizzabilità e a guidare l’azione innovativa. tale prospet- tiva tende a vedere la valutazione in chiave strategica, enfatizzando il valore strumen- tale dell’attività valutativa, come passo preliminare volto a creare le condizioni motivazionali, organizzative ed educa- tive richieste dall’azione innovativa; la sua metafora è la diagnosi, come pro- cesso di analisi del problema funzionale alla sua soluzione. - valutazione come miglioramento: l’at- tività valutativa si identifica con il processo di cambiamento, in quanto riflet- te e produce comportamenti professionali e modalità di lavoro improntate all’auto- rinnovamento. tale prospettiva tende a vede la valutazione in chiave culturale, enfatizzando l’assunzione di modalità di lavoro autoriflessive nell’azione scolasti- ca, come componente della cultura pro- fessionale dei suoi operatori, in una logica di sviluppo professionale. la sua metafora è lo specchio, come opportunità per pren- dere le distanze dalla propria esperienza e guardarla in modo riflesso. Il modello STP in una prospettiva di valutazione per il miglioramento la struttura logica sottesa al- la elaborazione del piano di sviluppo può essere rappresentato con lo schema della tav. 1: la relazione tra l’analisi della situa- zione emergente in rapporto al funziona- mento attuale della scuola e l’idea di quali- tà assunta come riferimento valoriale in se- guito al percorso valutativo genera le linee strategiche su cui elaborare il piano di svi- luppo. la definizione del piano di sviluppo si so- stanzia in un processo di selezione delle ri- sultanze dell’indagine, di definizione di una strategia di sviluppo e della sua traduzione in un piano operativo. Se l’idea di qualità costituisce il riferimento valoriale emergen- te dal percorso valutativo, caratterizzando- si prevalentemente come esito culturale, il piano di sviluppo ne rappresenta la sua tra- duzione operativa rispetto ad un contesto reale e situato d’azione, che necessita ine- vitabilmente delle scelte, degli adattamen- ti, delle riduzioni rispetto al modello reale. ancora una volta è il principio della plau- sibilità a governare l’azione: in rapporto ad un modello ideale messo a punto e ad (1) d. H opKinS , Evalutation for School Development , philadelphia, open university press, 1989. SITUATION dati emergenti dall’analisi TARGET criteri di qualità individuati PLAN linee di sviluppo tav. 1 il modello Stp

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