Novembre-Dicembre-2014
17 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 piano di miglioramento Mario Castoldi, Professore Associato, Didattica e Pedagogia speciale Università degli Studi di Torino Il quadro normativo il regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e for- mazione (dpr 28 marzo 2013, n. 80) delinea il quadro di riferimento istituzionale entro cui collocare la definizione di piani di mi- glioramento a livello di istituto scolastico. l’art. 6, in particolare, definisce le fasi su cui si articola il procedimento di valutazio- ne delle istituzione scolastiche: • l’autovalutazione delle istituzioni scola- stiche, attraverso l’« analisi e verifica del proprio servizio sulla base dei dati resi disponibili dal sistema informativo del Ministero, delle rilevazioni sugli appren- dimenti e delle elaborazioni sul valore aggiunto restituite dall’INVALSI, oltre a ulteriori elementi significativi integrati dalla stessa scuola »; • la valutazione esterna attraverso la « ridefi- nizione da parte delle istituzioni scolasti- che dei piani di miglioramento in base agli esiti dell’analisi effettuata dai nuclei»; • le azioni di miglioramento attraverso la « definizione e attuazione da parte delle istituzioni scolastiche degli interventi mi- gliorativi» ; • la rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche attraverso « la pubblicazione, diffusione dei risultati raggiunti ». Si tratta di un approccio organico alla va- lutazione delle istituzioni scolastiche, antici- pato attraverso la sperimentazione del pro- getto Vales, caratterizzato da una prospetti- va di integrazione tra dimensioni diverse del- la valutazione: tra valutazione interna ed esterna, attraverso lo sviluppo delle diverse fasi del procedimento valutativo; tra valuta- zione e miglioramento, che viene indicato come l’esito principale del procedimento va- lutativo; tra valutazione dei risultati formati- vi, in particolare attraverso le prove inValSi, dei processi organizzativi ed educativi e dei soggetti, nella fattispecie il dirigente scola- stico la cui valutazione è agganciata all’esito del procedimento valutativo. La visione magica del miglioramento una interpretazione superficiale del pro- cedimento prefigurato nel dpr 80 tende a pensare il miglioramento come esito «semi- automatico» del processo valutativo: basta raccogliere un insieme organico di dati e in- formazioni, esprimere un giudizio comples- sivo su di essi, interno e/o esterno, e il gio- co è fatto: ne esce quasi naturalmente l’in- dividuazione di traguardi di miglioramento e la definizione dei relativi piani. in realtà la connessione tra valutazione e migliora- mento risulta decisamente più complessa ed articolata: come recita un noto aforisma «i dati non sono dati, vanno presi». i passaggi chiave che richiedono di essere presidiati e accompagnati sono almeno tre: • l’interpretazione dei dati raccolti, partico- larmente problematica quando la base dati a disposizione cresce a dismisura (dati in- ValSi, Scuola in chiaro, questionario scuo- la, questionari di percezione, serie storiche , etc.) e risultano assolutamente necessarie delle chiavi di lettura utili ad integrare tra loro le diverse fonti informative e a fornire uno sguardo globale e integrato; • il passaggio da un check-up complessivo sulla stato di salute organizzativa ed edu- cativa dell’istituto scolastico ad una valu- tazione mirata su specifiche priorità, le quali richiedono un supplemento di inda- gine volto ad esplorare più in profondità le aree di criticità messe a fuoco; ve lo immaginereste un medico che elabora una terapia per migliorare la funzionalità del fegato nel processo digestivo sulla base di un quadro di anamnesi generale e degli esami del sangue? • lo sviluppo dell’idea in azione, ovvero la transizione da una ipotesi di strategia possibile alla definizione di un piano di
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