Novembre-Dicembre-2013
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 XXViii e dei singoli nella scelta della professione, può essere in tale situazione di grande vantaggio per il bene comune. 65. Specializzazione dei lavoratori e piena utilizzazione delle loro capacità . la moderna organizzazione della produzione comporta una grandissima differenziazione nei compiti asse- gnati ai lavoratori e la necessità di una selezio- ne per le specifiche attività che essi devono svolgere. a tale specializzazione si perveniva un tempo esclusivamente per via empirica attraverso un tirocinio fatto dall’apprendista al suo posto di lavoro sotto la guida di capi: ora invece le spe- cializzazioni sempre più numerose e sempre più profonde vengono in buona parte conseguite at- traverso l’istruzione professionale impartita pri- ma ai giovani in apposite scuole, poi al lavora- tore in specifici corsi di tirocinio svolti special- mente nell’ambito aziendale, interaziendale o ad opera delle associazioni professionali. la gamma delle specializzazioni si è fatta estesissima e tende a svilupparsi sempre più: sorge così un nuovo elemento di delicatezza nella posizione del lavoratore che spesso fin dai banchi della scuola viene orientale verso una particolare professione. col passare del tempo e l’accumularsi delle cognizioni e delle espe- rienze, mentre si approfondiscono le sue attitu- dini, si restringe sempre più il campo nel quale queste possono essere pienamente applicate. dalla profonda conoscenza di un particolare me- stiere il lavoratore trae indubbiamente motivi per valorizzare la sua persona; peraltro la lun- ghezza del periodo occorrente per apprendere un altro mestiere limita in maniera molto grave le sue possibilità di cambiare di occupazione senza peggiorare la sua posizione nell’organi- smo sociale e senza veder annullati i frutti di lunghi anni di studio e di esperienza. alla situazione di maggior rischio in cui si trova sotto questo riguardo il lavoratore del- l’industria moderna non deve essere dedicata minor attenzione che agli altri due fenomeni della monotonia del lavoro e della sua eventua- le insalubrità: e ciò specialmente per valutare il fenomeno della disoccupazione e della inade- guata utilizzazione delle forze di lavoro dispo- nibili. Tali fatti della vita del lavoratore non so- no attribuibili a sua ignavia, ma alla maggiore rigidità dell’organizzazione odierna della pro- duzione, incapace di assorbire senza gravi ri- percussioni economiche e sociali le fluttuazioni della produzione e in particolare di utilizzare in tali fasi, fuori del loro campo, parte dei lavora- tori disponibili. Tale situazione oltre che richiedere l’interes- samento della comunità nei problemi dell’orien- tamento professionale, può imporre nelle fasi di profonda e rapida trasformazione economica e sociale un intervento dello stato e delle altre comunità inteso a facilitare un assestamento delle forze di lavoro disponibili in strutture pro- duttive diverse da quella esistente o di essa più confacenti al bene comune. 66. Azionariato del lavoro, cooperazione e partecipazione dei lavoratori . la attribuzione ai lavoratori della proprietà dell’azienda nella quale sono occupati -manifestazione integrale dell’azionariato del lavoro -o la loro associazio- ne in cooperative di produzione e lavoro sono istituzioni auspicabili in quanto portano al più alto grado la solidarietà fra lavoratori e azienda e al tempo stesso, elevando il lavoratore al gra- do e alla funzione di proprietario, ne affinano il senso di responsabilità. l’istituzione e l’avviamento di cooperative di produzione e lavoro devono pertanto essere fa- vorite con opportune provvidenze tutte le volte che le condizioni tecniche del processo produt- tivo lo consentano e a condizione che siano sal- vaguardate in ogni caso le norme di una sana gestione e che la vita economica delle aziende cooperative non sia fondata sulla concessione di privilegi di diritto o di fatto. le altre forme di organizzazione aziendale, nelle quali i lavoratori anziché attribuirsi la to- talità dei redditi e della responsabilità di ge- stione vi partecipano secondo combinazioni va- rie insieme ai capitalisti, sono da favorire in confronto della forma dominante che attribui- sce redditi e responsabilità, nella loro interez- za, ai soli capitalisti. una sostanziale effettiva partecipazione dei lavoratori al governo dell’azienda può attuarsi con carattere di generalità solo nella produzio- ne agraria, nella quale, quando non convenga senz’altro promuovere la formazione della pic- cola proprietà coltivatrice, si può, sia attraver- so la cooperazione sia con altre torme di condu- zione agricola (mezzadria colonia parziaria, compartecipazione collettiva, ecc.) portare di- rettamente il singolo lavoratore ad occuparsi efficacemente dei problemi generali della ge- stione aziendale. nella produzione industriale invece la gene- ralizzazione dell’azionariato del lavoro può in- contrare maggiori difficoltà e riuscire meno ef- ficace: nelle grandi aziende dove migliaia di la- voratori collaborano a un’attività estremamente complessa che sfugge alla loro diretta esperien- za, esso può ridursi a manifestazione poco più
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=