Novembre-Dicembre-2013

XXVii LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 63. L’uomo e la macchina . la naturale ten- denza dell’uomo ad ottenere con minor sforzo e in maggior copia i prodotti occorrenti per soddisfare i suoi bisogni si è manifestata, in gran parte dei settori produttivi, attraverso continue invenzioni di nuovi tipi di beni stru- mentali e un progressivo aumento delle dimen- sioni e della complessità dei beni strumentali preesistenti. Ricerca scientifica, progresso tecnologico, evoluzione nelle concezioni organizzative, in- dicano sicuramente che tali due tendenze sono tuttora in atto: e la seconda, l’aumento di di- mensioni, potrebbe anzi potentemente svilup- parsi quando cadendo o anche attenuandosi le barriere che impediscono a tutti i popoli di partecipare alla utilizzazione dei beni della na- tura, sorgesse la convenienza di costruire beni strumentali aventi dimensioni in cui tutte le ri- sorse della scienza, delle tecnologie e della tecnica organizzativa possano essere piena- mente applicate. il contributo dei beni strumentali all’otteni- mento dei beni di consumo va quindi continua- mente aumentando rispetto al contributo rap- presentato dall’opera dell’uomo: d’altra parte tale opera viene richiesta con modalità nuove e continuamente mutevoli, mentre vengono a ca- dere taluni ordini di compiti che tradizional- mente erano svolti dall’uomo e che gradual- mente sono assunti dalla macchina. la diffusione della macchina ha effetti mol- teplici sulla natura del lavoro umano: da un lato l’uomo viene sollevato da compiti gravosi che erano nocivi alla sua personalità fisica e spiri- tuale, mentre fra i compiti nuovi molti ve ne so- no che indubitatamente affinano le facoltà più elevate del lavoratore in misura non minore del- le più nobili attività artigianali. d’altro lato le condizioni in cui si svolge tal- volta l’industria moderna e la natura di taluni ordini di compiti che sono affidati al lavoratore hanno dato luogo e potranno ulteriormente dar luogo a situazioni di grave pericolo per l’integri- tà fisica e spirituale del lavoratore. in tale situazione sterile astrattismo è de- precare genericamente le ricordate tendenze della tecnica industriale moderna ed ostaco- larne le manifestazioni più vistose, quali sono il taylorismo, la razionalizzazione, l’organizza- zione scientifica del lavoro, la normalizzazio- ne ecc. di fronte all’aumento della popolazione ter- restre, alla entità e alla natura dei bisogni fon- damentali che restano tuttora insoddisfatti presso vasti ceti della popolazione, non sarebbe lecito condannare o contrastare una tendenza che consente di utilizzare più completamente i beni da dio profusi sulla terra. nella situazione complessa, ricca di elementi contrastanti e soggetta tuttora a una profonda evoluzione, un obbiettivo assume importanza pregiudiziale su ogni altro: la tutela della perso- na umana. in relazione a tale fondamentale presupposto i vantaggi portati nel campo del la- voro dalle nuove strutture produttive non posso- no far dimenticare né considerarsi un compenso degli svantaggi che, nello stesso tempo, esse re- cano ad altri lavoratori. ove quindi le condizioni in cui si svolge l’at- tività produttiva siano specificatamente danno- se per determinati lavoratori si deve far opera perché esse siano modificate in vista di elimina- re tale danno, quali che ne siano gli effetti sulla produzione. inoltre, nella organizzazione del lavoro di fabbrica, nella determinazione delle sue moda- lità di esecuzione e della sua durata, e nello sfruttamento delle possibilità offerte dalle tec- nologie, la ricerca dei massimi rendimenti deve conciliarsi con l’esigenza di creare un ambiente nel quale sia favorita una sana oltre che effi- ciente esplicazione dello sforzo produttivo, si tenda ad annullare il rischio di infortuni e in ge- nere si tuteli prima di ogni altra cosa l’integrità fisica del lavoratore. 64. Orientamento professionale del lavora- tore . la moltiplicazione dei tipi di beni stru- mentali e la loro crescente complessità fanno continuamente sorgere per il lavoratore nuovi tipi di compiti che comportano spesso presta- zioni psichiche e fisiologiche diverse da quelle tradizionali: può così avvenire, ed è spesso av- venuto, che tali compiti si rivelino nocivi alla salute del lavoratore oppure richiedano, per po- ter essere svolti senza danno, determinate atti- tudini, oppure un particolare addestramento o allenamento. deve assolutamente evitarsi, quali ne siano gli effetti sulla produzione, che al lavoratore siano richiesti compiti che eccedano le sue ca- pacità psichiche e fisiologiche: con il sussidio della psicologia e della fisiologia del lavoro, e in generale della medicina del lavoro, tale obbiet- tivo si consegue sia fornendo al lavoratore indi- cazioni utili ad orientarlo nella scelta della pro- fessione, sia procurando lo sviluppo delle attitu- dini richieste per la esecuzione dei compiti comportati dalla professione alla quale è stato ammesso. l’azione dello stato e delle altre comunità volte a orientare l’avviamento professionale dei giovani, ferma restando la libertà della famiglia

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