Novembre-Dicembre-2013
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 XXiV prirsi autonomamente dai rischi che incombono su di lui. le difficoltà che incontra il lavoratore a fronteggiare con le sole sue forze le avversità della vita sono rilevanti e spesso insormontabili nell’attuale stadio di organizzazione produttiva nel quale, per gran parte degli uomini, la pre- stazione di un lavoro è disgiunta dalla proprietà dei relativi beni strumentali. l’accumulazione dei frutti del lavoro non può risolversi in tal caso per il lavoratore in un potenziamento dei propri strumenti di lavoro e dà luogo invece, sempre che il salario lo con- senta, a risparmio di denaro, che il lavoratore non può che affidare alla perizia e all’onestà di terzi, sul cui conto egli non ha modo di farsi di- rettamente un esauriente giudizio. in relazione a tali circostanze è doveroso l’intervento dell’autorità volto a: 1) tutelare il risparmio della comunità assi- curando una corretta gestione degli istituti bancari, assicurativi e finanziari che hanno il compito di convogliare il risparmio monetario della collettività verso impieghi produttivi, as- sumendo con ciò la funzione che in una econo- mia più semplice veniva svolta dallo stesso ri- sparmiatore; 2) regolare il processo di ripartizione del reddito della comunità in vista di assicurare al lavoratore, anche con suo contributo, un com- plesso di prestazioni integrative della retribu- zione che siano adeguate al grado di sviluppo civile ed economico della comunità e che con- sentano al lavoratore di superare in caso di di- soccupazione involontaria, malattia, infortunio e durante la vecchiaia situazioni avverse per sé e per la propria famiglia cui non ci si può ragio- nevolmente attendere che egli possa provvede- re con le sole sue forze. e ciò indipendentemen- te dall’opera della carità pubblica e privata alla quale imprevidenze e insufficienze di singoli, difficoltà e situazioni particolari e in genere gli infiniti casi che non possono rientrare in una considerazione d’insieme del problema, offri- ranno in ogni tempo e in ogni luogo occasioni per provvidamente esplicarsi. le pensioni, gli assegni, i sussidi di invalidi- tà, disoccupazione involontaria e vecchiaia, do- vrebbero tendere a che il lavoratore possa con- tinuare a disporre del reddito di cui preceden- temente fruiva in via normale. il loro ammonta- re dovrebbe in ogni caso tanto più avvicinarsi a tale livello quanto più basso esso era e quindi minori le riserve che il lavoratore, con il rispar- mio, avrebbe ragionevolmente potuto costituire durante il periodo di piena occupazione. in quanto tale risparmio venga obbligatoriamente convogliato verso istituzioni di carattere assicu- rativo, queste, con l’applicazione del principio sopra detto, potranno garantire al lavoratore in ogni contingenza la continuità dei suoi redditi normali. l’opera degli istituti assicurativi, i quali per ragioni tecniche e finanziarie raggiungono spes- so cospicue dimensioni, sarà tanto più provvida ed efficiente quanto più saranno adottate strut- ture organizzative decentralizzate, atte a con- sentire ai lavoratori di partecipare alla gestione dei fondi raccolti nel loro interesse e con il loro contributo: con ciò verrà conseguito anche il ri- sultato di affinare il senso di responsabilità indi- viduale e di solidarietà sociale dei lavoratori e di esercitarli a una sempre più intensa parteci- pazione alla vita sociale. 59. Tutela della salute fisica del lavoratore . È dovere ed in genere è anche interesse della comunità tutelare e rafforzare la salute fisica dei suoi membri. È dovere in linea generale per il rapporto di solidarietà sociale che lega gli uo- mini tra di loro, in linea particolare perché la comunità beneficia spesso di prestazioni che i lavoratori sono costretti a dare in condizioni non favorevoli alla loro salute per quanto ri- guarda sia le modalità del lavoro prestato, sia le abitazioni disponibili nel luogo ove il lavoro vie- ne effettuato. È poi interesse della comunità, in quanto il costo sociale di una illuminata opera di tutela della salute pubblica può risultare inferiore al costo sociale del minore rendimento economico di una popolazione fisicamente minorata. la comunità deve quindi tener conto che le vaste possibilità di cure offerte dal progresso della scienza medica non possono essere utiliz- zate dai singoli se non sopportando spese rile- vanti, che spesso eccedono le disponibilità fi- nanziarie del lavoratore anche se congruamente retribuito e che pur si faccia carico, come è suo dovere, di tener conto, nella erogazione dei propri redditi, delle eventualità non favorevoli della sua vita. la comunità deve quindi adoperarsi affinché tutti i propri membri siano posti in condizioni di tutelare la propria salute e di ricevere, quando questa sia compromessa, la necessaria assisten- za medica e chirurgica. l’organizzazione che a tale fine sarà predi- sposta dovrà rifuggire da ingiustificate centra- lizzazioni; ed opportunamente essa potrà essere enucleata intorno alle minori comunità profes- sionali, aziendali e locali alla cui vita il lavora- tore è direttamente interessato. per la vita degli enti così creati, ai lavorato-
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