Novembre-Dicembre-2013

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 XXii 55. Diritto al lavoro; sua dignità . Risponde a un principio di giustizia naturale che ogni uomo possa attingere ai beni materiali dispo- nibili sulla terra quanto necessario per un pie- no sviluppo delle sue energie individuali e di quelle dei familiari ai quali egli deve provve- dere. una società bene ordinata deve dare perciò a ciascun uomo la possibilità di esplica- re nel lavoro la sua energia e di conseguire un reddito sufficiente alle necessità proprie e della propria famiglia. il lavoro, come mezzo voluto da dio per il perfezionamento della persona umana e per il dominio dell’uomo sul mondo ha una sua dignità che non può essere sminuita né dalla fatica che esso comporta né dalle particolari modalità con le quali esso deve essere svolto. dal posto assegnato al lavoro nell’umana so- cietà, deriva all’uomo il dovere del lavoro, e ciò in via indipendente dal fatto che egli possa trar- re da altre fonti i mezzi che gli occorrono. le nobili prerogative del lavoro, la sua fun- zione al tempo stesso individuale e sociale, il fatto che il rapporto di lavoro riguarda diretta- mente la persona umana, possono richiedere in- terventi della comunità diretti a: 1) regolare l’esercizio dei diritti e in parti- colare del diritto di proprietà in modo da in- durre anche quei membri della comunità che si limitano a trarre dalla loro proprietà i mezzi di sussistenza loro occorrenti ad assumere il peso e la responsabilità di un lavoro, ferma restan- do la libertà di adempiere al dovere del lavoro attraverso una libera scelta dello stato profes- sionale; 2) creare condizioni perché ogni individuo professionalmente capace abbia possibilità di conveniente occupazione nei casi in cui tali condizioni vengano durevolmente a mancare in- dipendentemente dalla volontà dei lavoratori disoccupati; 3) consentire al lavoratore di partecipare ef- fettivamente ed attivamente attraverso appro- priati istituti, alla formulazione delle condizioni di lavoro ed alla determinazione dei criteri di retribuzione. detti interventi sono giustificati da esigen- ze che attengono alla funzione individuale e sociale assolta dal lavoro e non soltanto da ri- levanti, seppure opinabili, motivi di conve- nienza economica. 56. Il lavoratore nella organizzazione pro- duttiva: agricoltura e industria . il lavoro è in sé in ogni caso mezzo di elevazione e di perfezio- namento della persona; tuttavia questa provvi- denziale possibilità varia notevolmente da lavo- ro a lavoro a seconda delle diverse modalità tecniche con le quali il lavoro stesso deve esse- re svolto. Tra le forme di attività economica nelle quali si armonizzano più naturalmente e più comune- mente le esigenze tecniche ed economiche del- la produzione con le esigenze di sviluppo della persona del lavoratore, vanno ricordate quelle agricole, specie là dove il lavoratore è titolare di una impresa agraria familiare, dalla quale, con il concorso delle forze di lavoro disponibili nell’ambito della famiglia, egli può trarre un reddito adeguato ai suoi bisogni. lo stesso può dirsi per le attività artigianali svolte nell’ambito della famiglia e della bottega. si realizzano così quelle forme ideali di lavoro che trasformano l’attività economica, da mera ed impersonale applicazione di uno sforzo inteso a realizzare un particolare atto produttivo, in un’attività dove l’atto economico è perennemente vivificato e permeato dal senso di una piena responsabilità personale. nella attività agricola così intesa, nella qua- le il lavoro manuale è accompagnato da una molteplicità di decisioni prese in piena indipen- denza e da una intensa attività intellettuale e può anche integrarsi più facilmente con la me- ditazione e con lo studio, tutte le facoltà del- l’uomo possono più spontaneamente applicarsi e svilupparsi. appare quindi possibile realizzare in essa nel modo più esteso forme moralmente elevate di vita economica. la naturale aspirazione dell’uomo ad ottene- re con minor sforzo e in maggior copia i prodotti atti a soddisfare le molteplici esigenze della sua vita ha peraltro dato luogo in ogni tempo a for- me di organizzazione della produzione nella quale gruppi anche molto numerosi di lavoratori sono associati in una attività svolta secondo una sola direttiva. l’accentramento della produzione di una collettività di lavoratori in una sola unità pro- duttiva è fatto che se non può assumere, per ragioni naturali, rilevanti proporzioni nell’atti- vità agricola, domina invece la produzione in- dustriale, nella quale detto accentramento permette di moltiplicare il rendimento del la- voro umano. sorgono così strutture organizzative nelle quali, specialmente quando esse comportano l’impiego di macchine costose e complesse, i compiti del lavoratore devono essere analitica- mente predeterminati e rigorosamente control- lati: in tale situazione l’uomo può esplicare solo una parte, talvolta molto piccola, delle molte- plici facoltà di cui dio lo ha dotato. ed il lavoro nella sua monotonia non è più efficace strumen-

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