Novembre-Dicembre-2013
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 XX il miglior maestro sarà sempre colui che si ispirerà agli esempi del divino maestro e ricave- rà dalla miniera sempre nuova del Vangelo le ri- sorse pedagogiche per la sua attività didattica. perché gli insegnanti di ogni grado abbiano consapevolezza dei loro doveri e siano in grado di assolverli è necessario che sia data loro, oltre a quella propriamente scientifica e tecnica, an- che una formazione morale e religiosa lungo tutto il corso dei loro studi preparatori; ad essa porterà un efficace contributo lo studio della teologia durante gli anni universitari. 51. Educazione alla castità . Riprovato il me- todo così detto dell’iniziazione sessuale specie se collettivamente impartita, l’istruzione perso- nale sulle intimità della vita sessuale e l’educa- zione e direzione dei singoli giovani alla consa- pevole e virile virtù della castità, appartiene di pieno diritto ai genitori ed a coloro che ne fan- no le veci, in rapporto alla loro corrispondenza alla missione familiare. Questo compito delicatissimo richiede nei genitori ed educatori della gioventù, soprattut- to nei convitti, una accurata preparazione, una comprensione amorosa e sollecita per le inquie- tudini dei giovani, una oculata vigilanza per al- lontanare da un lato dai giovani tutti quei pre- coci stimoli ed eccitamenti ambientali che ven- gono a turbare la serenità della loro vita e dall’altro per soddisfare con sincerità e verità, ma con cauta prudenza, i dubbi e il desiderio di apprendere che l’età a mano a mano va susci- tando nella mente dei giovani, ispirando loro quell’avversione alla colpa e quel rispetto sacro per il mistero della vita che il concetto cristia- no della castità e dei fini del matrimonio com- portano. 52. L’educazione della donna . nella educa- zione della donna è necessario tener conto sia degli elementi comuni all’uomo in quanto propri della comune natura umana, sia di quelli che la differenziano per la condizione del suo sesso e per la missione che naturalmente gliene deriva nella famiglia e nella società. Gli elementi comuni esigono che sia assicura- ta alla donna piena parità di diritti, come negli altri campi della vita civile, così in quello edu- cativo, e più precisamente scolastico. nessun corso di studi, come nessuna professione o nes- sun mestiere possono, in linea di principio, es- sere preclusi alla donna, (salvo naturalmente specifici casi di impedimento o di inopportuni- tà, analogamente validi anche per gli uomini) senza ledere i fondamentali diritti della natura umana di svilupparsi e di perfezionarsi in servi- zio di dio e della società, secondo le particolari tendenze di ogni individuo. in pratica, in determinate circostanze, te- nendo conto che la donna coniugata esercita nella famiglia la sua naturale funzione anche nei riguardi della società, sono talora opportune determinate restrizioni nei casi di professioni e mestieri meno adatti alla natura femminile, o per ovviare a temporanei inconvenienti, come quello della disoccupazione maschile in certe professioni. Tuttavia nelle attuali condizioni della società, grave ingiustizia sarebbe qualun- que sistematica e permanente discriminazione, poiché un numero considerevole di donne, o non si forma una famiglia propria, o deve con- tribuire a mantenere la famiglia d’origine, o, anche nel matrimonio, è costretta a svolgere, oltre alle mansioni domestiche, un’altra attività direttamente retribuita (v. art. 60). Gli elementi differenziali del sesso femmini- le pongono problemi particolari. lo sviluppo più precoce e le diverse caratteristiche psicologiche della donna, richiedono un’educazione diversa e quindi distinta da quella dei maschi. occorre dunque procurare che le alunne siano educate in istituti o per lo meno in classi separate da quelle maschili, dal momento che i pochi van- taggi presentati dalle classi miste sono in gene- re superati dagli svantaggi, non solo morali, ma didattici. inoltre se tutte le carriere scolastiche e le professioni devono essere di diritto aperte alle donne non meno che agli uomini, tuttavia la funzione speciale della donna come moglie e come madre nella famiglia e di riflesso nella so- cietà deve avere un posto primario nella sua educazione, e richiede perciò l’istituzione di corsi speciali che indirizzano le giovani alla di- rezione della famiglia ovvero ai mestieri più convenienti alla natura psico-fisiologica della donna. 53. L’educazione del popolo : stampa, teatro, radiodiffusione, cinematografo, pubblicità. ol- tre l’ambito della famiglia si svolge con partico- lare intensità nella attuale fase della vita socia- le l’azione di potenti mezzi collettivi di espres- sione (quali la stampa, il teatro, la radiodiffu- sione, il cinematografo, la pubblicità) capaci di incidere profondamente sulla formazione intel- lettuale morale e sociale dei singoli e del popo- lo e in particolare della gioventù. di fronte a possibili invadenze nella sfera della autonomia personale e agli abusi che i pri- vati, i gruppi e la stessa autorità possono com- piere, avvalendosi come strumento di propagan- da dei suddetti mezzi espressivi è dovere di cia-
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