Novembre-Dicembre-2013

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 XVi varie professioni e mestieri in relazione ai biso- gni della società, salvo sempre il diritto del gio- vane a seguire la vocazione alla quale si senta chiamato da dio. ogni azione della scuola ed ogni intervento della comunità miranti all’orientamento e alla selezione professionale debbono limitarsi ad il- luminare il giovane e la famiglia sulle attitudini e sulle condizioni generali e specifiche di acces- so alle varie professioni e mestieri, senza vinco- lare la libera scelta degli interessati. 38. Scuola e famiglia . non avendo la famiglia i mezzi per realizzare integralmente l’istruzione e l’educazione dei figli essa fa ricorso alla scuo- la, la quale, da chiunque sia istituita, resta sempre un’ausiliare della famiglia e non ha un potere originario, ma delegato dalla famiglia stessa, che aiuta, integra e supplisce. l’insegnante è un mandatario e un collabora- tore del padre di famiglia il quale da parte sua deve secondare, nelle finalità sue proprie e nel- la disciplina, l’opera della scuola. la famiglia è quindi a sua volta chiamata a dare alla scuola apporti preziosi in ordine alla educazione fisica, intellettuale, morale e religiosa. complementarità della scuola non equivale a servitù o a subordinazione: anzi non contrasta con la dottrina cristiana la posizione di superio- rità di competenza che la scuola ha assunto nei riguardi della famiglia quanto alla disciplina del contenuto, del tempo e della successione degli insegnamenti. essendo la famiglia direttamente responsabi- le della educazione dei figli, essa può e deve sorvegliare e controllare la scuola sia quella pri- vata sia quella pubblica. 39. Missione educativa della Chiesa e inse- gnamento della religione . la perfezione è l’ideale dell’educazione, e nessuno è perfetto senza dio. Gesù cristo, venuto nel mondo per salvare gli uomini, è insieme la sorgente ed il modello esemplare di ogni umana perfezione. per insegnare agli uomini la via della loro perfe- zione ed aiutarli a raggiungerla egli stabilì la sua chiesa, col compito di modellare in tutto il mondo, fino alla fine dei secoli, uomini comple- ti e perfetti, secondo l’esemplare venuto dal cielo. la chiesa è pertanto l’ambiente educativo più strettamente e più armoniosamente con- giunto con quello della famiglia cristiana, alla quale la sua opera reca immenso giovamento. alla chiesa, per la missione conferitale dal suo divin Fondatore e per la sua maternità so- prannaturale, si deve riconoscere il diritto di vi- gilare su l’educazione religiosa e morale e sul- l’insegnamento della religione dei suoi figli. es- sa ha inoltre il diritto di erigere scuole non sol- tanto di grado elementare, ma eziandio medie e superiori. (can. 1375). nessuna potestà civile può legittimamente impedire la educazione in scuole cattoliche per la gioventù cattolica. la missione educativa della chiesa si estende anche ai non fedeli, essendo tutti gli uomini chiamati ad entrare nel Regno di dio ed a con- seguire l’eterna salvezza ed essendo la chiesa costituita da Gesù per comunicare a tutte le genti la dottrina del Vangelo. i diritti dei singoli, della famiglia e dello sta- to non sono in opposizione, ma in perfetta ar- monia colla sopraeminenza spirituale della chiesa. dalla educazione cristiana la retta for- mazione del cittadino riceve grandissimo giova- mento. Queste verità, di valore trascendente ed uni- versale, rivestono un’importanza capitale, quando si tratta dell’ordinamento giuridico dell’educazione in un paese composto nella sua quasi totalità di cristiani. in esso tutto l’inse- gnamento deve tendere ad essere governato dallo spirito cristiano. l’insegnamento della religione comunque impartito in ogni grado della scuola frequenta- ta da cattolici deve essere guidato e controlla- to dall’autorità ecclesiastica, in quanto alla chiesa è stato affidato dal suo Fondatore il mandato di insegnare la verità della fede, e d’altra parte lo stato non può essere maestro di dottrina religiosa. 40. Diritto educativo e doveri dello stato . lottato, perché privo del titolo della paternità, nel fare le sue leggi e nell’esercitare le sue fun- zioni dovrà sempre riconoscere il diritto ante- riore e naturale della famiglia e quello sopran- naturale della chiesa sull’educazione cristiana dei figli. in nessun caso lo stato può ledere i di- ritti della chiesa e della famiglia in quello che loro spetta. essendo l’istruzione primariamente un servizio reso alla persona e, attraverso que- sta, alla comunità, lo stato può esigere e quindi procurare che tutti i cittadini abbiano la neces- saria conoscenza dei loro doveri civili e naziona- li e un certo grado di cultura intellettuale, mo- rale e fisica, che attese le condizioni dei tempi, sia richiesto dal bene comune. peraltro è ingiusto e illecito ogni monopolio educativo e scolastico che costringa fisicamente o moralmente le famiglie a frequentare deter- minate scuole contro gli obblighi della coscien- za cristiana o anche contro le loro legittime preferenze. lo stato, quale espressione della volontà dei

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