Novembre-Dicembre-2013
XV LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 rare alacremente al bene comune. ogni dottrina educativa che, ignorando o ne- gando la dignità, il valore ed il fine della perso- na umana, proponesse come fine della educa- zione o l’uomo per se stesso o una qualunque collettività – classe, razza, nazione, stato, uma- nità – sarebbe da rigettarsi come essenzialmen- te erronea e lesiva della persona, e come nega- trice del suo fine trascendente, e gravemente perniciosa per la società. 34. Il diritto di educare . essendo l’educazio- ne il doveroso compimento della generazione (v. art. 23) il compito di educare non può spettare, secondo l’ordine naturale delle cose, se non a chi è principio dell’essere e della vita dell’edu- cando e cioè alla paternità, che è naturale nei genitori e soprannaturale nella chiesa. Tuttavia, poiché l’uomo nasce in seno a tre società: la famiglia, la chiesa e lo stato, l’edu- cazione, opera necessariamente sociale, «ap- partiene a tutte e tre queste società in misura proporzionata e corrispondente – secondo il pre- sente ordine di provvidenza – alla coordinazione dei fini». il diritto della famiglia di educare i figli è anteriore a qualsiasi diritto della società civile e dello stato, è inviolabile in quanto è naturale, è inalienabile in quanto è inseparabilmente con- giunto ad un dovere, è vincolato alle direttive della legge naturale e divina, è sottoposto alla autorità della chiesa e alla vigilante tutela del- lo stato per quanto riguarda il bene comune. «sarebbe andare contro la giustizia naturale se il fanciullo avanti l’uso di ragione fosse sottrat- to alla cura dei genitori o di lui in qualche modo si disponesse contro la volontà dei genitori». 35. L’educazione nella famiglia . nella fami- glia, prima cellula sociale, principale energia educatrice e primo ambiente naturale e neces- sario, ed a ciò destinata dal creatore, l’uomo inizia lo sviluppo delle sue capacità e trova i primi fondamentali elementi del suo completa- mento, «onde di regola l’educazione più effica- ce è quella che si riceve in una bene ordinata e disciplinata famiglia cristiana». i genitori, che sono in vero senso i vicari del- la autorità loro data da dio, non per loro pro- prio comodo, ma per la retta formazione dei fi- gli, sono gravemente obbligati a curare, con ogni potere a loro disposizione, l’educazione sia morale sia religiosa, sia fisica sia civile della prole, oltre che a provvedere anche al bene temporale della prole stessa (c. J. can. 1113). i genitori devono insistentemente sforzarsi per impedire ogni attentato al loro diritto di educare cristianamente i figli e per assicurarsi che rimanga loro questo potere. 36. Necessità di rinforzare la capacità edu- cativa dei genitori . l’insoddisfacente condizio- ne della odierna educazione giovanile è dovuta in gran parte al «lacrimevole scadimento della educazione familiare». per riparare a questo male non solo non si deve agire in modo da sot- trarre i figli all’educazione dei genitori, ma si deve mettere in opera ogni espediente per rin- forzarne l’autorità e accrescerne la capacità pedagogica. a tale scopo è necessario – assicurati i mezzi adeguati ad un soddisfacente livello di vita – promuovere nei genitori: -una più chiara consapevolezza del dovere, del compito, e dei problemi relativi alla educa- zione dei figli ed un più vivo senso di responsa- bilità di fronte a dio, ai figli, a se stessi e alla società; -un meglio ordinato amore per i figli, che di essi veda soprattutto gli interessi spirituali e non solo materiali e sia illuminato dalle verità soprannaturali; -una più profonda conoscenza dei figli stessi in tutti i loro aspetti fisici, psicologici, spirituali e religiosi; -una maggiore capacità di esercitare l’auto- rità con fermezza amorosa e con risultati di persuasione perché essa sia davvero liberatrice; -una vita esemplare nei pensieri, negli affet- ti, nella condotta esteriore da tutti i punti di vi- sta: personale, familiare, professionale, sociale, morale e religiosa; -una più ampia conoscenza di una elementa- re tecnica educativa volta a promuovere lo svi- luppo di tutte le facoltà del fanciullo e ispirata dall’amore. 37. L’avviamento e l’orientamento profes- sionale dei figli . nel quadro degli obblighi reli- giosi e civici della famiglia le appartiene l’av- viamento scolastico e professionale dei figli. es- sa ha il diritto di scegliere in proposito quella istituzione scolastica che le dà maggior fiducia; ha il diritto di tutelare di fronte alla scuola e al- la comunità le giuste esigenze della personalità individuale dei figli. l’orientamento professionale appartiene alla famiglia con la cooperazione della scuola e del- la comunità per lo studio e la valutazione delle capacità effettive e delle reali inclinazioni del giovane cui è giusto consentire, e per la conci- liazione del rispetto alla sua volontà ed alle sue attitudini con le esigenze del bene comune, che richiedono un armonico ed ordinato afflusso alle
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