Novembre-Dicembre-2013
Xiii LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 di gruppo, di nazione o di razza e per l’educa- zione al senso sociale della fraternità e della solidarietà fra gli uomini, primo elemento del- la carità civile, insostituibile fondamento del consorzio umano. la famiglia cristiana, fecondata e vivificata dalla grazia, liberata da ogni egoismo, elevata sul piano dei valori spirituali, costituisce nella sua rinnovata vitalità, accessibile a tutti i bat- tezzati, il più valido presidio della personalità individuale -dei genitori e dei figli -e la via più naturale ed efficace per il necessario profondo rinnovamento delle coscienze e del costume morale, e quindi per la conquista della pace fra i popoli. 25. Deviazioni della famiglia . la negazione o la dimenticanza dei principi fondamentali sopra enunciati hanno portato necessariamente all’at- tuale grave decadimento della famiglia, nella cui degenerazione è la prima origine della diffu- sa corruzione e dell’abbassamento del costume morale privato e pubblico. indipendentemente da tale degenerazione che riflette la violazione delle leggi divine e na- turali in ordine all’istituto familiare, altre peri- colose e gravi deviazioni dello spirito familiare possono verificarsi, e di fatto si verificano nella attuale compagine familiare, quando l’egoismo, il desiderio di privilegio, la eccessiva preoccu- pazione del benessere fisico, la sopravvalutazio- ne della sicurezza economica, il timore delle responsabilità, trovino rifugio e pretesto in una falsa concezione della famiglia. Viene così scon- volto il retto criterio delle virtù familiari della prudenza, della previdenza, della giustizia, del- lo stesso amore coniugale e filiale e si manife- sta un malinteso ed esclusivistico senso di tute- la dei diritti della famiglia e della posizione economica e sociale dei suoi membri. in senso stretto la famiglia è formata dai ge- nitori e dai figli fino a che questi, raggiunta la pienezza del loro sviluppo fisico e spirituale, siano in grado di formarsi a loro volta una nuova famiglia e abbiano assolto pienamente ogni de- bito di amore filiale; ogni ulteriore ampliamen- to della struttura e della coscienza familiare non è, rispetto alla natura né essenziale, né ne- cessario, ma è il portato della vita storica della famiglia in un determinato ambiente sociale. Fondare su tale ampliamento la difesa e l’apo- logia della famiglia può essere fonte di devia- zioni e degenerazioni dello spirito familiare in contrasto col bene comune e dannose alla ne- cessaria autonomia, libertà e responsabilità in- dividuali ed alla formazione di uomini moral- mente e socialmente preparati. 26. Diritto alla famiglia e prescrizioni eu- genetiche . il diritto naturale di ciascun uomo fisicamente e psichicamente idoneo a formarsi una famiglia atta a conseguire i suoi altissimi fini individuali e sociali deve essere rispettato e tutelato in una società bene ordinata, con la eliminazione degli ostacoli di natura legale, so- ciale ed economica alla formazione di nuove famiglie. Qualsiasi norma di diritto positivo che impe- disca il matrimonio per considerazioni di razza, di nazionalità, di professione o altro, e a mag- gior ragione sotto pretesto eugenetico, è con- traria al naturale diritto al matrimonio di ogni creatura umana. impedimenti giuridici al matrimonio possono fondarsi solo su circostanze quali l’età, l’impo- tenza, la stretta parentela, la professione reli- giosa, che sono alla base stessa del vincolo ma- trimoniale e come tali rigorosamente definite dal diritto divino ed umano. ogni forma di matrimonio così detto di «pro- va» e di «esperimento» o «a tempo» è illecita e contraria alla natura dell’istituto matrimoniale. in ogni caso intrinsecamente illecita è ogni forma di sterilizzazione, volontaria o coatta, ed ogni altra positiva e volontaria diminuzione del- la capacità generativa non giustificata da ne- cessità terapeutica imposta da gravi malattie del paziente. 27. Provvidenze a favore del matrimonio . poiché nella odierna società le condizioni eco- nomiche inducono spesso a protrarre il matri- monio assai oltre l’età fisiologicamente e psico- logicamente più adatta, risponde al bene comu- ne l’adozione di provvidenze che, senza diveni- re un artificioso incentivo al matrimonio e senza favorire l’irresponsabilità economica degli spo- si, permettano la costituzione di famiglie giova- ni e bene ordinate. 28. Controllo sulle nascite e leggi sull’abor- to . la legge morale secondo la quale è illecito e contro natura qualsiasi uso del matrimonio che artificialmente privi l’atto della sua natu- rale destinazione alla procreazione, non può patire negli ordinamenti sociali alcuna eccezio- ne, qualunque sia la pretesa giustificazione di bene privato o pubblico. del pari qualsiasi di- retto attentato alla vita e alla integrità del na- scituro, sotto qualsiasi forma, anche nel caso delle così dette «indicazioni terapeutiche» è intrinsecamente illecito: è dovere dell’autorità pubblica statuire adeguate sanzioni per gli ina- dempienti. la procreazione come atto umano è regolata dalla legge morale, che non si oppone, anzi
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