Novembre-Dicembre-2013
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2013 Xii misti, come per esempio la materia del matri- monio e della proprietà ecclesiastica). 20. Esigenza generale di giustizia e di cari- tà . e verità assoluta, alla quale debbono esse- re riportati tutti i punti finora enunciati, che qualunque organizzazione di vita politica, qua- lunque escogitazione di forme di stato e qua- lunque partecipazione di cittadini alla vita del- lo stato, non vale a salvare l’umanità della vita sociale, se gli individui non sentono quelle esi- genze di giustizia e di carità, le quali mentre attingono le più alte vette dello spirito umano, costituiscono la vita delle anime che credono in cristo. II -La Famiglia 21. Natura e fine della società familiare . la famiglia, sorgente di vita, cellula della struttura sociale, prima scuola e primo tempio, è una istituzione naturale, di origine divina, ordinata alla procreazione e alla educazione della prole e costituisce il primo sussidio dato agli uomini per il perfezionamento della propria personali- tà. pertanto la famiglia è necessaria per il rag- giungimento dei fini naturali, individuali e so- ciali, degli uomini e costituisce la base di ogni sano ordinamento sociale. 22. La famiglia e le altre società . la famiglia è una istituzione naturale anteriore ad ogni al- tra, ma non è estranea alla società: il suo fine non può dunque essere subordinato quale mez- zo ai fini di altre società, ma esso deve armo- nizzare con i fini delle due società perfette alle quali per titoli diversi appartengono pure tutti gli uomini: la chiesa e lo stato. il migliore ordi- namento sociale deriverà pertanto dalla colla- borazione fra chiesa e stato nei riguardi della famiglia. la chiesa ha il diritto e il dovere di sviluppa- re nella famiglia cristiana la vita soprannaturale secondo i precetti di Gesù e con i mezzi dettati dal suo magistero santificandola con la grazia sacramentale: l’opera della chiesa per la for- mazione e lo sviluppo della famiglia cristiana rappresenta una collaborazione che deve rite- nersi utilissima alla società stessa. lo stato deve riconoscere la famiglia come è stata costituita da dio; proteggerla contro tutti i suoi nemici, rimovendo dall’ambiente pubblico ogni elemento di perversione e creando una at- mosfera morale sana e conveniente; aiutarla al compimento della sua missione; spingerla al- l’adempimento dei suoi doveri e in caso di ne- cessità supplire alle sue deficienze e completa- re la sua opera nell’ordine civico. 23. Il matrimonio . la famiglia ha come base e sorgente il matrimonio nel senso di unione giuridica e spirituale di persona a persona: unio- ne una ed indissolubile, avente come fini ogget- tivi in primo luogo la procreazione e l’educazio- ne della prole, e subordinatamente il mutuo aiuto ed il rimedio alla concupiscenza. Quindi: a) nell’unione matrimoniale si raggiunge la complementarità fisiologica, psicologica e spiri- tuale dei due sessi, secondo la legge morale e razionale che presiede ai loro rapporti. secondo questa legge soltanto nel matrimonio c’è il di- ritto all’esercizio della facoltà generativa e alla procreazione; b) il vincolo indissolubile nasce solo da un volontario consenso dei contraenti che trova i suoi limiti e i modi della sua espressione tanto nel diritto naturale che in ogni diritto positivo legittimamente definito: né l’individuo con la sua volontà, né la legge positiva possono mo- dificare la natura della istituzione dando vita ad una unione diversa per il suo contenuto o per le sue proprietà essenziali da quella da dio stabilita; c) il divorzio, come scioglimento del matri- monio per umana volontà od autorità è inam- missibile in qualsiasi ordinamento giuridico co- me contrario alla legge naturale e divina e ai fi- ni stessi del matrimonio; d) fra matrimonio, procreazione ed educa- zione esiste un nesso naturale costituito da dio, che impone ai coniugi la missione, la responsa- bilità e quindi il diritto inalienabile e inviolabile all’educazione della prole. dato il carattere di sacramento del matrimo- nio fra cristiani esso è soggetto all’esclusivo re- gime della chiesa salva la competenza dello stato per gli effetti meramente civili di esso. 24. L’amore nella famiglia . poiché la fami- glia è naturalmente ordinata non al bene parti- colare dell’individuo, ma a quello dei coniugi e della prole, nonché al bene comune della socie- tà, essa non può rozzamente fondarsi sulla asso- ciazione di due egoismi, cospiranti a ricercare il proprio tornaconto, ma si fonda sull’amore. l’amore coniugale, che comporta il genero- so e definitivo coraggio della rinunzia alla indi- pendenza personale e la reciproca fede nella mutua donazione corporale e spirituale, e che trova il suo completamento e il suo perfeziona- mento nella dedizione dei genitori verso i figli, e il suo naturale prolungamento nella ricono- scente affezione dei figli verso i genitori, co- stituisce il migliore e più efficace avviamento per la vittoria contro ogni egoismo individuale,
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