Novembre-Dicembre-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012 40 la scuola intesi a far maturare la coscienza delle responsabilità morali, civiche, politiche, sociali, personali di fronte ai problemi dell’umanità, nel contesto sociale italiano, europeo, mondiale e, quindi, a fare acquisire comportamenti civil- mente e socialmente responsabili. In tale prospettiva la scuola attuò il suo im- pegno di educazione civica attraverso il contat- to col mondo civile e la presa di coscienza dei valori sui quali si fonda la Costituzione, l’offer- ta di conoscenza di problemi e di metodologie per la valutazione critica dei fatti, nonché at- traverso un concreto esercizio di vita democrati- ca della scuola, di ricerca e di dialogo nel ri- spetto più attento della libertà di coscienza mo- rale e civile degli alunni. La Costituzione La Costituzione, che nasceva dagli anni della rinascita della libertà pubblica e delle libertà in- dividuali, fu dunque elemento fondamentale dello studio dell’educazione civica. A questo ri- guardo è, ancor oggi, indispensabile rileggere il serrato saggio introduttivo di Piero Calamandrei alla ristampa dell’edizione gobettiana di France- sco Ruffini, Diritti di libertà , ove la libertà è misura e garanzia della «espansione sociale» pri- ma ancora che fruizione astratta di un diritto singolare: «I diritti di libertà non devono infatti concepirsi, in regime democratico, come il re- cinto di filo spinato entro cui il singolo cerca scampo contro gli assalti della comunità ostile, ma piuttosto come la porta che gli consente di uscir dal suo piccolo giardino sulla strada, e di portare di lì il suo contributo al lavoro comune: libertà, non garanzia di isolamento egoistico, ma garanzia di espansione sociale». La Costituzione divenne dunque, a giusto ti- tolo, elemento fondante le libertà del cittadino, introdotta nella scuola come modello e garanzia dello sviluppo civile dei giovani che accedono alla vita della collettività. È dunque lecito intro- durla tra i «libri che hanno fatto gli Italiani», tanto più che essa doveva – non sempre è acca- duto – innervare, nella scuola, l’insegnamento di Storia ed Educazione Civica, così come ancora ribadiva, nel 1963, il Piano di studi previsto dal- la riforma dell’ordinamento medio, e più tardi, nel 1979, i programmi della scuola media. Il nu- cleo fondamentale di tali contenuti è dato dal testo della Costituzione Italiana, legge fonda- mentale dello Stato e sintetica espressione della nostra civile convivenza che abbisogna del con- corso di tutte le forze per la sua completa at- tuazione. La comprensione della Costituzione – che gio- verà anche a dare sistemazione, quasi secondo un indice ragionato, agli altri temi di educazio- ne civica – avrà un momento più organico nella classe terza, in quanto lo consentono l’età e l’esperienza raggiunta dagli allievi. Obiettivi che l’educazione civica si prefigge- va di perseguire, cogliendo tutte le occasioni educative e didattiche più opportune, erano: la maturazione, da parte dell’alunno, degli orien- tamenti che sostanziano la responsabilità perso- nale all’interno della società, l’iniziativa civica e la solidarietà umana; la conquista di una capa- cità critica che permetta alla persona di darsi dei criteri di condotta, di comprendere la fun- zione delle norme che consentono un corretto svolgersi della vita sociale, di definire il rappor- to intercorrente tra libertà individuale ed esi- genze della comunità ciò nell’intento di porre l’alunno nella condizione di analizzare i vari aspetti dei problemi e di tendere all’obiettività del giudizio; la crescita della volontà di parteci- pazione come coscienza del contributo che cia- scuno deve portare alla risoluzione dei problemi dell’uomo, della società nazionale ed interna- zionale. A tal fine la scuola avrebbe utilizzato nella sua programmazione i contributi che potevano essere offerti dallo studio dei principi costitu- zionali e delle istituzioni che sono alla base del- la organizzazione democratica dello Stato; avrebbe identificato i problemi che possono es- sere oggetto di analisi interdisciplinari; avrebbe fatto riferimento anche a significativi aspetti del rapporto con la dimensione europea e mon- diale dei problemi. Il ruolo dell’Educazione Civica La scuola italiana, oltre a ritenere che la for- mazione e l’educazione del buon cittadino sia implicita in ogni ambito disciplinare, già a metà

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