Novembre-Dicembre-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012 2 don Carlo Nanni s.d.b., Rettore Università Pontificia Salesiana - Consulente ecclesiastico centrale UCIIM A l Congresso ci siamo dati come tema di ri- flessione il dialogo. Come capita sempre nei Congressi le questioni del rinnovo o cambio degli organismi centrali e le questioni statutarie e regolamentari prendono il soprav- vento. Ormai sa di scontato, anche se non do- vrebbe. Riprendere i testi del tema del Congresso Siccome, volere o non volere, questo succe- de, allora bisognerà che il tema scelto venga ri- preso: non solo dalle relazioni finali delle com- missione, ma anche dai testi già molto interes- santi dei documenti preparatori. Gli uni e gli al- tri, sia attraverso la rivista sia attraverso il sito, possono – dovrebbero – essere ripresi e appro- fonditi nei momenti di riflessione delle sezioni o nei convegni o incontri provinciali e regionali. E sarebbe interessante non solo divulgarli tra i colleghi ma potrebbero essere utilmente tra- dotti in forme di ricerca o di riflessione per gli studenti. Perché il dialogo non è solo questione scola- stica, ma momento portante della comunicazio- ne democratica. Ne va di mezzo la qualità e la possibilità di buone relazioni sociali: Se c’è buon dialogo si vince per un verso il gossip «privato» e mediatico e per altro verso gli «inciuci» sofi- stici di tanti politici. Le difficoltà attuali del dialogare interpersonale e sociale Nelle attuali condizioni, in cui sono forti le paure individuali e collettive innescate dal ter- rorismo internazionale, dalla stessa complessifi- cazione dell’esistenza a tutti i livelli, dalle am- bivalenze della globalizzazione e dalla crisi fi- nanziaria-economica, il dialogo non è facilitato. La tentazione del serrare le fila o dell’aggredire fondamentalista è diventata molto forte. Il dialogo chiede chiarezza e coscienza della propria identità: altrimenti c’è il rischio della sopraffazione o dell’annullamento dell’altro (e nell’altro) o l’omologazione di tutti (perdendo l’identità di tutti e ciascuno). Dialogare signifi- ca un dis-correre e un dis-cutere tra partner di- versi. In modo simile, dal punto di vista conte- nutistico, pensare che l’esito del dialogo sia un accordo assoluto e completo, sarebbe un «ireni- smo» astratto che non fa i conti con le differen- ze personali, con le peculiarità culturali, con i modi di ragionare di ognuno, con i suoi diffe- renziati sistemi di significato e di riferimento ideale, con le spinte negative e aggressive ineli- minabili dalla esistenza individuale e sociale. Freud ha dovuto ammettere che nel mondo dei nostri impulsi non c’è solo l’istinto al piacere (che può diventare esplosivo e dilagante) ma anche l’impulso alla distruttività dell’altro, alla sua dominazione alienante: Eros e Thanatos so- no sempre presenti e ineliminabili nella vita personale in quella sociale. Il male, il far male, il peccato ci sono e non si possono mettere da parte. Sarebbe fare la politica dello struzzo. È vero, peraltro che, grazie a Dio, c’è anche la spinta nativa al bene, alla generosità, alla be- nevolenza, al positivo. I buoni frutti del dialogo Anche lo stesso dialogo interreligioso, che soffre delle stesse difficoltà del dialogo inter- personale e sociale in generale, non può preten- dere che con esso si arrivi ad una sorta di super- religione ultra-confessionale: questa è, antropo- logicamente, una astrazione illuministica. «Ado- rare Dio in spirito e verità» e «dire Dio» (e esse- re «uomo religioso») non si dà fuori delle forme culturali e degli alfabeti linguistici culturalmen- te e storicamente datati, e soprattutto non si dà al di fuori della irriducibile differenza e alterità personale, individuale e comunitaria, nazionale e culturale. In tal senso, dopo il dialogo, c’è la chiusura e il ritorno alle proprie collocazioni e/o la even- tualità della ripresa di esso. Ma se ben attuato il dialogo aiuta a scoprire i «valori condivisi», gli «orizzonti di senso» comuni, e religiosamente, le «tracce comuni» del divino sparse nei diversi vissuti religiosi confessionali e individuali. Porta ad approfondire contenuti e comportamenti cul- turali e religiosi trasversali, presenti delle singo- S p i r i t u a l i t à DIALOGO E ANNO DELLA FEDE

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