Novembre-Dicembre-2012

1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012 E d i t o r i a l e Giovanni Villarossa, Presidente nazionale UCIIM L’ UCIIM ha voluto celebrare la ricorrenza del 50° anno dall’approvazione della Legge 31 dicembre 1962, n. 1859 con un corso su piattaforma digitale articolato in sei in- contri, caratterizzati da videointerviste, forum e materiali per l’approfondimento. Questo numero della rivista è dedicato al- l’evento con la pubblicazione delle lezioni e al- cuni scritti dei corsisti. Il ricordo della nascita della scuola media unica è legato a Gesualdo Nosengo, fondatore e primo presidente dell’UCIIM. Egli volle forte- mente una scuola per i preadolescenti atta a consentire loro un uguale punto di partenza e un prolungamento del periodo di formazione, indi- pendentemente dal ceto di appartenenza. Di fatto la media unica rinviava la selezione e la scelta degli studi successivi da parte dei ra- gazzi ad età più matura e in rapporto ad una più consapevole capacità di scelta, che può sorgere solo da una maggiore esperienza umana e cultu- rale. Nasceva, così, una scuola unificatrice di costume, superatrice delle differenze territoria- li, ambientali, familiari, e capace di coinvolgere in una medesima esperienza di vita tutti gli alunni. Si tendeva a diffondere una valida ed effi- ciente cultura di base, che potesse aspirare a vincere le differenze socio-culturali e ambienta- li di formazione, a integrare i diversi ceti socia- li, ad assicurare una convivenza giovanile capa- ce di incidere sul costume di tutti, per rinnovare i rapporti politici e sociali in una più efficiente relazione umana e democratica. La formazione che ne derivava doveva essere utile a contrastare l’azione dei mezzi di comuni- cazione di massa, che si riteneva producessero «pericoloso appiattimento» e «nascosta occulta persuasione», e idonea per realizzare effettive qualificazioni professionali nell’ambito del lavo- ro moderno , che richiedeva sempre maggiore responsabilità tecnica e umana. La scuola media unica doveva rinnovare gli schemi didattici dell’insegnamento e il suo con- tenuto non poteva più essere quel chiuso concet- to di cultura che la lunga tradizione di una classe al potere aveva fissato. L’azione di questa scuola, oramai di massa, doveva essere finalizzata a culturalizzare e spiritualizzare ogni contenuto di sapere ed ogni attività. Ciò portava a due conseguenze didattiche di estremo rilievo: a) ad una molte- plicità e varietà di curricula , ignoti nel passa- to, da un lato sempre specifici e dall’altro sempre educativi, capaci, cioè, di riportare il prescelto settore di studio e di lavoro nell’inte- grità di una concezione del mondo e della vita; b) ad uno studio inteso come esercizio di razio- nalità educativa, strettamente individualizzato e pertanto valido nel sollecitare in ciascuno alunno la vocazione interiore e gli interessi. I due momenti si precisavano e si chiarivano sul- la base di quella individualizzazione dell’in- segnamento che mirava a far acquisire a cia- scuno ciò di cui era capace e a condurlo ver- so quel grado di formazione che poteva rag- giungere e che rientrava nell’ambito dei suoi interessi e delle sue possibilità. Gli insegnamenti della scuola media unica si rivolgevano a ciascun alunno, miravano a rassicurarlo nel possesso di sé, a renderlo pa- drone della propria espressività, a dominare i propri impulsi, a chiarire i propri interessi, a coltivare le proprie disposizioni, ad inserirsi operosamente nella società. LA SCUOLAMEDIA UNICA COMPIE 50 ANNI: 1962-2012

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