Novembre-Dicembre-2012
indicazioni: identità, relazione educativa, moti- vazione e significato, valorizzazione delle diversi- tà, dimensione orientativa, prevenzione dei disa- gi, recupero degli svantaggi, senso storico. L’iter delle nuove indicazioni nazionali per il curricolo (non ancora entrate in vigore alla data dell’intervista) prevede finalità, profilo in usci- ta, traguardi per lo sviluppo delle competenze, obiettivi di apprendimento. Queste sono molto più vicine alla indicazioni per il curricolo (D.M. 31 luglio 2007) con alcune riprese dalle indicazioni nazionali (decreto legi- slativo n. 59/04) come il termine nazionali e il profilo in uscita. Rispetto alle indicazioni per il curricolo, nel primo ciclo sono state superate le aree disciplinari e si è ritornati alle sole discipli- ne. Sono delle valide indicazioni, che peccano di trasversalità, ma che hanno il pregio di valoriz- zare il curricolo longitudinale. Si basano su con- cezioni assolutamente positive: la centralità della persona, l’educazione integrale, il valore dell’identità, il rapporto Persona – Umanità, la cittadinanza attiva e responsabile, il valore del gruppo classe, il valore dell’intercultura, l’at- tenzione alle tecnologie di informazione e di co- municazione, la cooperazione con i genitori, l’apertura al territorio. Un plauso alla commissione per la disponibili- tà all’ascolto dimostrata. L’UCIIM ha dato un contributo importante alla stesura delle Indicazioni nazionali per il curricolo. Desidero chiudere con due citazioni per evi- denziare una positiva continuità tra i programmi del 79 e le indicazioni nazionali per il curricolo. «La scuola media è formativa in quanto si preoc- cupa di fornire occasioni di sviluppo della perso- nalità in tutte le direzioni (etiche religiose, so- ciali, intellettive, affettive, operative, creative, ecc.). Essa favorisce, anche mediante l’acquisi- zione di conoscenze fondamentali specifiche, la conquista di capacità logiche, scientifiche ope- rative e delle corrispondenti abilità e la progres- siva maturazione della coscienza di sé e del pro- prio rapporto con il mondo esterno» (D. M. 9 febbraio 1979, I parte, 3, lettera a). «Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affet- tivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spiri- tuali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare a realizzare i loro progetti educativi didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui ed ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ri- cerca di orizzonti di significato» (Indicazioni na- zionali per il curricolo, cultura scuola persona, centralità della persona). D. Quali sono gli aspetti propositivi della sua riflessione pedagogico-didattica per il raggiungi- mento delle finalità proprie della scuola secon- daria di primo grado? R. Sono convinto, in piena sintonia con il per- sonalismo e con i principi della nostra Carta co- stituzionale, che la scuola deve educare una persona che sia in grado di avere cura di se stes- sa e della sua famiglia e che dia il suo contribu- to allo sviluppo culturale, economico, sociale valoriale, spirituale della realtà in cui vive, in una visione universalistica. Da questa prospetti- va si realizza un giusto equilibrio tra il valore della persona e il valore della comunità, non si ha supremazia dell’io egoistico sugli altri, né l’annullamento dell’io nel noi indiscriminato, nel collettivismo, ma l’Io personale si incontra nella Noità comunitaria. La concezione di scuola, con le relative fina- lità, è strettamente legata alla concezione di persona, di società e di educazione. I docenti devono essere adulti significativi e punti di riferimento per gli allievi secondo il principio della bi-intenzionalità: azione educati- va intenzionale con la chiarezza dei fini da rag- giungere e contemporaneamente motivazione degli allievi, le motivazioni intrinseche sono fon- damentali per un apprendimento intenzionale e significativo. L’azione educativa di deve basare sulla colle- gialità, sulla collaborazione, sulla cooperazione e sulla sinergia, affinché si realizzino condivisio- ne e corresponsabilità. Si deve riuscire a garan- tire senso e significato a ciò che si insegna. Nella scuola non si deve operare secondo la logica gattopardesca, ma secondo quella leonar- diana. Non vi devono essere cambiamenti appa- renti o strumentali, ma positivi cambiamenti reali. Le innovazioni devono sempre essere posi- tive e migliorare l’esistente in una visone propo- sitiva e prospettica. Le leggi vanno rispettate, ma nella loro applicazione possono essere mi- gliorate. Nella mia azione educativo - didattica devo tenere sempre presente la letteratura del setto- re, la normativa e le buone prassi. Il nostro mo- do di procede deve prevedere progettazione, realizzazione, riflessione sulla prassi, riteorizza- zione. È un processo sinergico a spirale. La pro- gettazione deve tenere presenti la specificità degli alunni e le mete da conseguire e come conseguirle: contenuti, attività, strategie meto- dologiche, spazi, attrezzature e sussidi, con una particolare valenza dei tempi. Alla progettazio- ne sono strettamente legate la verifica, la valu- tazione e la certificazione. La progettazione si 37 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012
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