Novembre-Dicembre-2012
re questo D.P.R. un pilastro fondante della no- stra scuola. Anche oggi basterebbe applicare al- la lettera gli indirizzi di questo D.P.R. per mi- gliorare notevolmente la scuola. La scuola dell’autonomia rende le istituzioni scolastiche, i docenti e i dirigenti artefici primi del processo educativo. Il D.P.R. n. 275/99 prevede il POF, il docu- mento fondante e fondamentale di ogni istitu- zione scolastica. Il documento che caratterizza e connota ogni istituzione scolastica. Il POF che deve essere condiviso, nel rispetto delle posizioni di minoranza, da tutte le componenti dell’istituzione scolastica, favorisce una corre- sponsabile azione educativo – didattica. Oggi cambierei il nome al POF e lo denominerei PEIS (Progetto Educativo dell’Istituzione Scola- stica). Le istituzioni scolastiche possono, entro de- terminati limiti, concorrere autonomamente nel delineare, all’interno del Piano dell’offerta for- mativa, il curricolo dei propri studenti. Con l’in- tegrazione «tra la quota nazionale del curricolo e quella riservata alle scuole è garantito il ca- rattere unitario del sistema di istruzione ed è valorizzato il pluralismo culturale e territoriale» nel rispetto delle finalità (art. 8, comma 3). Nella determinazione dei curricoli di ogni istitu- zione scolastica un ruolo importante ha anche l’ampliamento dell’offerta formativa. Sempre l’art. 8 definisce i principi e i criteri per la defi- nizione dei curricoli. Altre fondamentali peculiarità del D.P.R. n. 275/99 sono: l’ autonomia didattica (articolazio- ne del monte ore annuale, unità di insegnamen- to, articolazione modulare di gruppi di alunni, percorsi individualizzati, oggi preferirei dire personalizzati, aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari), l’autonomia organiz- zativa (flessibilità, impiego docenti, adattamen- to calendario), l’autonomia di ricerca, speri- mentazione, sviluppo, il recupero, il sostegno, la continuità, l’orientamento, i crediti, i debiti, i passaggi, la certificazione delle competenze, la valorizzazione del rapporto con le famiglie, i rapporti con il territorio, l’integrazione dei si- stemi, le reti di scuole, la valutazione (sistema, istituzioni scolastiche, alunni) Nella scuola dell’autonomia non si è esecuto- ri passivi, ma artefici primi della costruzione dei percorsi, considerando gli alunni, i valori, il sa- pere, la società Un’altra importante legge è la n. 104/92, una legge di grande civiltà, che ha aperto nuove prospettive alle persone che partono in situazio- ne di difficoltà, che con l’azione responsabile e convergente della famiglia, della scuola, della società possono realizzare un loro positivo pro- getto di vita. D. Arrivando ai nostri giorni non si può non costatare come, negli ultimi 12 anni del XXI se- colo, il mondo della scuola sia stato oggetto di un vortice dissociato di cambiamenti tra innova- zioni e contro innovazioni. A suo avviso questa mancanza di continuità, a seguito della Riforma Moratti, come influisce sulla scuola secondaria di primo grado? R. Tutte le innovazioni fino agli anni Novanta avevano, di fatto, migliorato il conseguimento delle finalità della legge istitutiva della scuola media, nel XXI secolo si cambia rotta, alcune in- novazioni positive, ma anche tante negative. Una negatività dovuta principalmente ad un’esa- sperazione della supremazia della logica econo- mica su quella pedagogico - didattica. La scuola è luogo di saccheggio di bilancio, si creano disparità tra gli altri settori e la scuola, la quale viene altamente penalizzata nella struttura, nella funzionalità, nel monte ore, spesso snaturata. Noi chiediamo, pur nelle ne- cessità di bilancio, che vi sia un giusto equilibrio tra i vari settori italiani, che non vi sia un parti- colare accanimento sempre contro la scuola e la tutela di altri settori. Chiediamo solo bilanci ed investimenti equi, che si abbia un’attenzione particolare alle reali esigenze e alle valenze dei vari settori. Il XXI secolo si caratterizza per una serie di innovazioni e contro innovazioni, spesso in netta contrapposizione, e come dicevamo, per dei cambiamenti a volte altamente negativi. In 77 anni nessuna riforma generale di siste- ma in 10 anni due. Si inizia con la legge 30/00, ottime finalità ge- nerali, ma negativa la struttura per quanto ri- guarda la scuola secondaria di primo grado, pre- vedendone la scomparsa, infatti quella legge isti- tuiva un indifferenziato primo ciclo che fondeva la scuola elementare e la scuola media. Contro questa fusione mi sono personalmente battuto, come tutta l’UCIIM. Altro aspetto la riduzione de- gli anni della durata scolastica che passavano da 13 a 12. Inizia con questa legge il massacro eco- nomico della scuola italiana. Legge che non è mai entrata in vigore perché abrogata dalla legge 53/03. Aspetto valido legato alla legge 30/00 so- no i documenti della Commissione De Mauro, che sarebbe stato positivo prendere in considerazione anche per le future indicazioni. Vortice di cambiamenti: legge n.53/03, una buona legge con due limiti, uno non riguarda il nostro discorso sulla scuola secondaria di primo 35 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=