Novembre-Dicembre-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012 34 degli allievi e le finalità degli ordinamenti, delle assunzioni delle responsabilità nelle scelte per- sonali e collegiali dei docenti, del valore del dialogo educativo basato sulla programmazione, dell’indispensabilità di una preparazione cultu- rale disciplinare ma anche pedagogico-didattica dei docenti e, come si diceva allora, di un conti- nuo aggiornamento. Belle pagine di pedagogia. Scuola adeguata all’età e alla specificità del- l’alunno, valore degli interventi individualizzati, come li definiva il decreto, personalizzati come io preferisco definirli, il valore degli interventi di integrazione e di sostegno con una precisazio- ne di alto valore pedagogico - didattico: «nelle attività di integrazione dovranno essere impe- gnati tutti gli alunni; in particolare si dovrà evi- tare che gli alunni bisognosi delle iniziative di sostegno siano impegnati soltanto in esse men- tre i loro compagni si dedicano alle attività di integrazione» (III parte, 4, comma 4). Rilevante la sottolineatura della valenza dei rapporti interpersonali, della dimensione socia- lizzante, del valore educativo delle discipline, tutte le discipline concorrono con pari dignità e con la specificità disciplinare «in una prospetti- va unitaria all’educazione della persona» (IV parte, 1, comma 1). È, quindi, stretto il rapporto che lega la per- sona con il sapere e la maturazione della perso- na con l’acquisizione del sapere: non vi è alcuna scissione dicotomica tra gli aspetti educativi e disciplinari, anzi una stretta sinergia. Nei Programmi del ’79 sono da rilevare altri aspetti importanti: l’organizzazione e l’articola- zione flessibile dell’attività didattica, il supera- mento della struttura rigida del gruppo classe. Vorrei chiudere questa parte riguardante i programmi del ’79 con un passo profetico, la grandezza di anticipare i tempi «la scuola inol- tre non deve ignorare che gli alunni vivono in un contesto ampiamente connotato dai messaggi dei mezzi di comunicazione sociale che possono avere un forte potere persuasivo e massificante: in questa situazione la scuola media deve favori- re la comprensione dei loro linguaggi specifici, al fine di mettere i preadolescenti in grado sia di utilizzare tali linguaggi a fini espressivi o co- municativi sia di leggere e di valutare critica- mente i messaggi così trasmessi» (IV parte, 4, comma 10). La scuola media continua a riflettere su se stessa, è un livello scolastico ampiamente e continuamente innovato, anche a livello speri- mentale. L’innovazione più rilevante, una delle miglio- ri innovazioni della scuola in generale, è il tem- po prolungato, che ha un’alta valenza pedagogi- co - didattica, un’alta valenza educativa ed ha dato risultati molto lusinghieri. Tra i principali vantaggi del tempo prolunga- to possiamo ricordare: la valorizzazione del tempo scuola, una maggiore valorizzazione della metodologia dello studio, un maggiore tempo per lo studio di gruppo e personale in classe, per lo studio libero e guidato, la valorizzazione dell’autogestione del tempo, il favorire la per- sonalizzazione degli itinerari didattici, la possi- bilità di un maggiore ricorso a quello che oggi viene chiamata «didattica laboratoriale», che si esalta nel tempo prolungato, la gestione e la destrutturazione del gruppo classe, favorita an- che dalle compresenze e da programmazioni co- muni ed interdisciplinari, la sinergia tra docenti, il favorire l’apprendimento significativo e l’ac- quisizione di conoscenze, la maturazione di abi- lità e di competenze, una maggiore flessibilità delle attività didattiche. Sperimentazione rilevanti sono anche le clas- si ad indirizzo musicale, che negli anni 2000 ver- ranno messe a regime, ma con troppi vincoli di bilancio. Le classi ad indirizzo musicale hanno un’alta valenza pedagogico-didattica ed educa- tiva e favoriscono la maturazione di competenze in un settore particolarmente importante e una dimensione orientativa rilevante nell’ambito ar- tistico. Importanti anche le classi di bilinguismo, per il valore che via via ha acquisito il padroneg- giare diverse lingue non solo per comunicare, ma anche come dimensione esistenziale e possi- bilità lavorativa. D. Un’ulteriore importante innovazione, suc- cessiva a quanto fin qui ricordato, avverrà alla fine degli anni ‘90 con la Legge 59/97 e il Dpr 275/99. Quest’ultimo dispositivo - vero e pro- prio vanto dell’UCIIM per l’importante ruolo di Cesarina Checcacci in sede di progettazione - ha introdotto l’autonomia scolastica. Una delle più significative innovazioni della storia della scuola italiana con notevoli ripercussioni anche sulla scuola secondaria di primo grado. Come e in che cosa cambia la scuola media e la professionalità docente con il Dpr 275/99? R. Gli anni ’90 sono stati caratterizzati da ri- forme generali che hanno riguardato anche la scuola, ne ricordiamo due la legge n. 104/92 e l’autonomia, con la legge n. 59/97, art. 21 che riguardava nello specifico la scuola e il D.P.R. n. 275/99 che è appunto il Regolamento dell’auto- nomia, in cui si è avuto un contributo determi- nante della nostra Presidente emerita Checcacci e di tutta l’UCIIM; abbiamo contribuito a rende-

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