Novembre-Dicembre-2012
UN VORTICE DI CAMBIAMENTI PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Giacomo Timpanaro, Vicepresidente nazionale UCIIM D. La Legge n. 1859 del ‘62 indicò, come è stato esplicitato nei precedenti incontri, le fina- lità e la natura della nuova scuola media unica; tuttavia, alcune carenze di natura attuativa e strumentale, ne limitarono, per diverso tempo, valore ed incisività. Una svolta decisiva, in tal senso, arriverà solo nel ’77 con le Leggi 348 e 517. Qual è la sua opinione in merito alle princi- pali innovazioni introdotte da questi dispositivi rispetto alla matrice legislativa del ’62? R. La riforma della scuola media è stata una delle più importanti leggi della storia repubbli- cana italiana. Ha notevolmente contribuito al- l’evoluzione culturale, sociale, economica e va- loriale dell’Italia. Legge fondamentale, ma che all’inizio non forniva tutti gli strumenti per la piena realizzazione delle sue finalità. Infatti, nasce da un compromesso, come molte altre leggi italiane, che ne ha limitato all’inizio la portata, la sua forza è stato il continuare a ri- flettere su se stessa e a modificarsi, almeno fino un certo punto, in positivo. Gli strumenti sono stati forniti da due fonda- mentali leggi la 348/77 da cui sono scaturiti i nuovi programmi e la 517/77, una delle leggi più rilevanti per la nostra scuola. Ricordo che allora in senso dispregiativo venne definita legge bal- neare, ma è stata determinante per la piena realizzazione delle finalità della scuola media e per la sua reale incidenza nella realtà italiana. D. Negli anni successivi al ’77 continuerà il trend positivo, in tema di innovazione, della scuola media italiana con i Programmi del ’79, il tempo prolungato e le sperimentazioni della doppia lingua e delle classi ad indirizzo musica- le. Quali sono gli esiti di questa stagione rifor- mistica, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, come cambia la scuola media? R. I programmi del ’79, specialmente la pre- messa, rappresentano una delle più belle pagine pedagogiche e didattiche della nostra scuola. Sappiamo il determinante contributo dato dalla nostra presidente emerita Cesarina Checcacci e da tutta l’UCIIM, come per la nascita della scuo- la media vi era stato il contributo determinante di Nosengo e di buona parte dell’UCIIM di allora. Programmi altamente innovativi nei quali si afferma che la scuola media mira ad «elevare il livello di educazione e di istruzione personale di ciascun cittadino e in generale di tutto il popolo italiano, potenzia la capacità di partecipare, ai valori della cultura, della civiltà e della convi- venza civile e di contribuire al loro sviluppo» (I parte, 3, comma 1). Una scuola, quindi, non a rimorchio della società, ma volano della società. Una scuola della formazione integrale della per- sona, con la cura di tutte le sue dimensioni. Una scuola che colloca nel mondo, una scuola in cui si esalta la dimensione orientativa, per favorire scelte libere, realistiche e responsabili degli al- lievi. Tutti concetti ripresi dalle leggi e dai do- cumenti istituzionali successivi. I programmi del ’79 sono stati i primi pro- grammi in funzione della programmazione curri- colare. La programmazione era stata introdotta dai DD. LL. e poi ampliata e ripresa nella pre- messa dei nuovi programmi. In questi programmi si esalta il valore della collegialità, sempre ri- presa dai DD.LL. ed in particolare dell’organo collegiale, a mio giudizio, più importante il con- siglio di classe. Viene ribadita la valenza educativa della scuola media e si sottolinea il valore della coo- perazione con le famiglie nell’azione educativa, tema di grandissima attualità. Oggi come ieri, infatti, resta fondamentale, nel rispetto dei di- versi ruoli e competenze, che scuola e famiglia collaborino per conseguire mete condivise. Si evidenzia l’originalità della scuola media e si sottolinea che «essa non è finalizzata all’ac- cesso alla scuola secondaria di secondo grado, pur costituendo il presupposto indispensabile per ogni ulteriore impegno scolastico» (I parte, 3, lettera d). Si afferma il valore della continui- tà educativa, nella specificità dei livelli, in con- tinuazione con questo principio nelle leggi e nei documenti istituzionali del XXI secolo si sottoli- neerà il valore del curricolo verticale. Si ribadi- sce il valore della libertà di insegnamento, an- che questa ripresa dai DD.LL. , come scelta re- sponsabile tenendo ben presente la specificità 33 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=