Novembre-Dicembre-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012 32 scente veramente unica. Altre sollecitazioni espresse nel documento conclusivo dello stesso 82° convegno UCIIM tro- varono risposta nella L. n. 517 del 4.8.77. Si se- gnalano le rilevanti novità: • Abolizione degli esami di riparazione e di se- conda sessione. • Introduzione di attività di integrazione anche a carattere interdisciplinare, organizzate per gruppi… ai fini di una piena formazione, in ri- sposta alle inclinazioni personali degli alunni, ed iniziative di sostegno per l’individualizza- zione dell’insegnamento. Per esse era previsto un massimo di 160 ore annue da attivare pre- feribilmente all’inizio e verso la fine dell’anno scolastico secondo la programmazione del Col- legio docenti. • Abolizione delle classi di aggiornamento e del- le classi differenziali ed inserimento degli svantaggiati in classi normali con non più di 20 alunni e con il supporto di insegnanti specia- lizzati. • Introduzione della scheda di valutazione del- l’alunno , dopo una sperimentazione nazionale di alcuni anni. Sulla scheda dovevano essere registrati: i li- velli di partenza, la partecipazione alla vita della scuola, le osservazioni sul processo di apprendimento e di maturazione sia discipli- nare che globale. • Il giudizio finale andava poi formulato sulla scorta dei giudizi analitici per disciplina e sul livello di maturazione espressi nel corso del- l’anno, facendo anche riferimento alle capaci- tà ed alle attitudini dimostrate. Tale compito del Consiglio di classe si concludeva con la di- chiarazione di ammissione o non ammissione, da riportare su apposito attestato unitamente al giudizio finale. Era questo un lavoro in verità pesante (per l’eccesso di scritturazioni richieste e per la difficoltà di utilizzare un linguaggio scientifi- camente fondato e al tempo stesso chiaro e comprensibile anche dai genitori) ma che ri- sultava positivo in quanto costituiva un effet- tivo aggiornamento dei docenti ed una verifica dell’azione didattica. • Possibilità di suddividere l’anno in quadrimestri. • L’esame di licenza doveva concludersi con un giudizio sintetico. • Anticipazione dell’inizio dell’anno scolastico al 1° settembre, con un tempo per l’elaborazione di un piano annuale di attività e per l’aggior- namento, preliminare all’inizio delle lezioni. Il convegno UCIIM aveva sottolineato la per- manente validità della scuola media unica e le esigenze di adeguamento di una conquista so- ciale e pedagogica. A distanza di 50 anni dall’istituzione della «nuova Scuola media», si può affermare con certezza che si sono in gran parte realizzati i traguardi di carattere sociale e di elevamento delle classi meno abbienti e non culturalizzate. L’introduzione di tale scuola fu senz’altro fa- vorita dal contesto del cosiddetto miracolo eco- nomico che, agli inizi degli anni Sessanta, animò la vita del Paese. Quella felice congiuntura, in- fatti, fece sì che, in parallelo con la richiesta da parte delle imprese di mano d’opera qualificata, crescesse la domanda d’istruzione delle classi lavoratrici, ormai consapevoli dell’importanza della scuola come strumento di mobilità sociale. Anche se i Decreti delegati del ’74 non hanno mutato sostanzialmente l’assetto centralistico dell’istruzione, è andata crescendo la nuova convinzione che non è tanto lo Stato quanto la Scuola soggetto responsabile chiamato ad inte- ragire con la più vasta comunità sociale: una svolta che ha generato la richiesta e le norme sull’autonomia scolastica che dovrebbe ormai realizzarsi. Se il riferimento va alla preparazione cultu- rale seria ed alla maturazione (volontà, autoco- scienza, responsabilità) equilibrata (sia pur ade- guata all’età) e la si raffronta alla preparazione scolastica del passato ed alle finalità attese, si deve convenire che il livello raggiunto in gene- rale è al di sotto di quanto auspicato. Non si può non riconoscere però che la scuola è stata trascurata dalla politica, penalizzata da varie inadempienze del potere legislativo e con- seguentemente discreditata nell’immaginario collettivo; ad essa è stato sempre chiesto di più e le è stato dato sempre di meno in rapporto al- le crescenti esigenze. In questo periodo di crisi, chi ha pagato di più è sempre la scuola. Per un rinnovamento qualitativo occorre ri- qualificare la professione docente e ricostituire quel clima di serietà e di serenità che è indi- spensabile base di lavoro produttivo. Scrive Cesarina Checcacci (1971): «La scuola media che nella legge istitutiva è definita scuo- la formativa trova difficoltà di ordine pratico ad esserlo, a realizzarsi come tale….l’ambiente si crea con l’individuazione dei valori fondanti una comunità civile: senso della libertà, lealtà, solidarietà, giustizia…». E ancora (1976) «questa nuova responsabilità della scuola esige dai docenti un particolare im- pegno di preparazione culturale aperta anche al- la dimensione politica delle varie questioni, co- me pure una personale testimonianza di atten- zione ai problemi della vita politica del paese». È un monito forte anche per noi, oggi.
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