Novembre-Dicembre-2012
Media, a suo tempo pubblicati dall’UCIIM. Gli orientamenti comuni sono: partire dalla cultura del preadolescente, studiare le sue ca- ratteristiche psicologiche, conoscere il suo am- biente sociale, pianificare la didattica in vista di traguardi da raggiungere. Entriamo brevemente nel dettaglio: L’inse- gnamento della Religione resta ancora legato alla L. 834 del 6.5.1930, bisognerà attendere l ’«Accordo» del febbraio 1984 e l’ Intesa’ del di- cembre 1985, per allineare tale disciplina con lo spirito delle altre: finalità formative della Scuo- la, contenuti confessionali, essendo il Cattolice- simo patrimonio storico e culturale della nostra Nazione. Per l ’italiano, sotto l’aspetto costitutivo del linguaggio vanno sviluppate la capacità inter- pretativa (comprensione di messaggi orali e scritti) e l’abilità costruttiva ossia della produ- zione (sicurezza fonologica, correttezza morfo- sintattica, arricchimento del lessico, scelta stili- stica). Sotto l’aspetto funzionale, cioè come possesso e uso dello strumento linguistico, sono da sviluppare la comunicazione e l’ espressione. Possesso del linguaggio significa anche conoscer- ne gradatamente la struttura ed il funzionamen- to, per acquisirne consapevolezza soprattutto con la riflessione sistematica sulla lingua viva. Attraverso questo itinerario il ragazzo verba- lizzerà le emozioni e le idee che nascono dal suo contatto con la realtà. In parole correnti, si tratta delle quattro abilità: capire, leggere, parlare, scrivere , che pur interagendo funzionalmente esigono una di- stinta e specifica preparazione ed opportune esercitazioni. Rivalutare la scuola della parola al posto del- la scuola del libro non significa mettere da par- te l’educazione alla lettura (la più ampia possi- bile: antologica di prosa e poesia, epica, narra- tiva, classica e moderna, su vari argomenti rela- tivi a discipline diverse,…) né trascurare lo stu- dio della grammatica, da contenere nelle linee essenziali e da condurre con metodo induttivo partendo, anche per le esercitazioni, dall’analisi dei testi. Procedere per induzione , partendo il più possibile dal concreto, pone l’alunno in atteg- giamento di ricerca per giungere alla gioia della scoperta, gli procura la soddisfazione della con- quista autonoma del sapere. Il procedimento induttivo, riscoperto su basi scientifiche, è prioritario in ambito psico-pedago- gico. Esso ha un suo itinerario: osservazione della realtà, problematizzazione, ricerca di ipotesi, ve- rifica, validazione dei risultati, scoperta. La moti- vazione e l’interesse dell’alunno sono assicurati. Certamente questo non è l’unico procedi- mento da seguire nell’arco del triennio. Induzione e deduzione si alternano nei vari momenti di apprendimento e in relazione ad in- segnamenti specifici. La deduzione è un proce- dimento logico che trae conclusioni da postulati generali, consente cioè di partire da una legge universale per giungere a conclusioni particolari come conseguenza logica. Una disciplina che non può non avvalersi del pensiero deduttivo è la Matematica che più di altre aiuta il passaggio dalla concretezza al- l’astrazione, abitua al ragionamento e avvia alla capacità logico-critica. Per smitizzare il luogo comune che la mate- matica sia un insegnamento freddo, riporto qual- che espressione di Aldo Agazzi a proposito della «Didattica della matematica»: «Come mezzo di formazione spirituale, la matematica si configu- ra con scopi di conoscenza e con fini di svolgi- mento delle capacità mentali, che è quanto dire come potenziatrice dello spirito… Essa si pone come la rivelatrice di un mondo e delle sue leg- gi,.. realtà di armonie, di concordanze e di pro- spettive. Dà il senso dell’unità, dell’ordine, del- la coerenza,… chiarezza e precisione di pensie- ro, sobrietà ed efficacia di espressione, attitudi- ne a ridurre all’evidenza le questioni,…. Confe- risce l’abito del ragionar rigoroso, …diventa scuola ed esercizio di serietà e di carattere.» Ogni disciplina concorre allo sviluppo inte- grale dell’alunno con apporti specifici: La Storia concentrata da sempre su guerre e sopraffazioni, dovrebbe presentare un tracciato essenziale delle conquiste umane in termini di civiltà, di progresso, di cultura, ... Dovrebbe presentare, secondo un’espressione di Luigi Ste- fanini, « l’umana società proiettata nel tempo… e le dimensioni della Storia sono le dimensioni della persona umana». Il preadolescente giunge- rebbe così a maturare un primo livello di co- scienza storica, acquisendo il senso perenne del- la Storia. La via può essere sempre quella della ricerca (storica), per impadronirsi dei concetti di causalità e finalità, della nozione del tempo, di prime capacità di discernimento…, e per ope- rare confronti col presente inquadrandolo in un orizzonte più vasto. La Geografia mira a fornire una visione del mondo sotto vari aspetti (morfologico, antropico, politico, economico, di civiltà) e dei rapporti con l’ambiente. È un punto insostituibile di riferimen- to per far comprendere l’interdipendenza dei po- poli e la sostanziale unità del genere umano. La Lingua straniera in parallelo con l’Italiano sviluppa le capacità espressive ed allarga la cul- tura di base. Qui più che altrove l’insegnamento 27 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012
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