Novembre-Dicembre-2012

UNA SCUOLA NUOVA PER UNA SOCIETÀ NUOVA Anna Bisazza, Vicepresidente nazionale UCIIM D. La Legge 31 dicembre 1962, n. 1859, co- me evidenziato da Mario Pagella, rappresenta la prima riforma, seppur parziale, dell’ordinamen- to scolastico che, in netta discontinuità con le esperienze dell’Italia liberale e fascista, passò attraverso l’iter parlamentare senza ricorrere a leggi delegate. La legge istituente la scuola me- dia unica - scaturente, per la prima volta, da un complesso dibattito socio-politico rispettoso delle regole democratiche - è per certi aspetti l’avamposto che ha permesso di iniziare a pen- sare alla scuola come servizio pubblico connesso al bene della comunità. Quali peculiarità l’hanno connotata è resa un provvedimento importante, una pietra miliare nello scenario della legislazione scolastica? R. Il richiamo a Mario Pagella (Presidente Kir- ner, studioso di storia della Scuola italiana e di legislazione, autore di volumi in collaborazione con l’UCIIM) è certamente opportuno. Come egli dichiara, la L. 1859 è «una tappa molto importante nella storia della nostra Scuola …»: dopo anni di discussioni, di contrasti ideologi- ci, di lotte di categoria, si giungeva all’attuazione dell’art. 34 della Costituzione che testualmente recita: «La scuola è aperta a tutti. L’istruzione in- feriore, impartita per almeno otto anni, è obbli- gatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle fa- miglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso». Pagella sottolinea che è un « fatto nuovo per l’intera legislazione scolastica ìtaliana»: per la 1 a volta una riforma strutturale della Scuola ita- liana viene presentata, discussa ed approvata in Parlamento. La Scuola ha avuto sempre Leggi delega, dal- la L. Casati (1859) alla L. Gentile (1923) e fino ai nostri giorni, per cui si può affermare che è un « fatto unico ». La nuova Scuola Media in concreto è il risul- tato di una graduale presa di coscienza anche delle classi svantaggiate, che ambivano a condi- zioni sociali e di vita migliori attraverso l’istru- zione, spinte dal progresso economico e dall’in- troduzione delle tecnologie. Durante il periodo fascista (1928) qualche debole e teorico tentativo di prolungamento dell’obbligo, in termini pratici molto contraddit- torio (post-elementare, avviamento al lavoro) e con nette distinzioni orientative, non ebbe esiti. La «Carta della Scuola» (1940), non attuata, diede ordine ai gradi di istruzione: elementare, medio, superiore, universitario. Individuò quale Scuola Media quella nata dall’unificazione di Ginnasio Inferiore, Istituto Tecnico Inferiore, Istituto Magistrale Inferiore. La L. 1859 mantenne la denominazione SCUOLA MEDIA, aggiungendo UNICA, perché ri- sultante dall’unificazione di tutte le scuole del livello medio (Avviamenti professionali di vario tipo, Scuola media tradizionale, …). Stesso nome ma contenuti e finalità assoluta- mente diversi. Dall’«Inchiesta nazionale» del Ministro Go- nella (1947-49) e ancor più dalla «Commissione Calò» se ne delineava la struttura e si evidenzia- va come erano trascurati i problemi educativi specie dell’età evolutiva 11/14 anni. Ne risultava una visione definita da specifi- che caratteristiche: • necessità di rapida attuazione del dettato co- stituzionale • istruzione Obbligatoria per 8 anni, con garan- zia di gratuità della frequenza • scuola Media di 3 anni, successiva all’Elemen- tare, come base di partenza per la vita e an- che per gli studi successivi, non preclusiva né determinante • controllo dell’assolvimento dell’obbligo • urgenza di attivare nuove metodologie, in ba- se a criteri pedagogici • sigenza di offrire adeguata cultura ed opportu- nità di formazione per lo sviluppo della perso- na e del cittadino, tenendo conto delle attitu- dini specifiche di ciascuno. Tutto questo, prima di maturare in sede par- lamentare, era atteso dal popolo democratico dell’Italia repubblicana ed era conquista consa- pevole degli attenti uomini di scuola, di pedago- gisti, di psicologi, di sociologi. 23 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=