Novembre-Dicembre-2012

to, attraverso l’offerta formativa ed orientativa della scuola media, nella «vita spirituale, socia- le ed economica della comunità italiana». Ritiene possibile pensare a questi aspetti co- me il risultato di un positivo incontro tra la po- litica scolastica e il personalismo pedagogico? R. Quello a cui lei faceva riferimento è sicu- ramente uno dei documenti più significativi di quell’insieme di istanze personalistiche che, a partire dall’immediato secondo dopoguerra, en- trano nel dibattito culturale italiano. Lo stesso Nosengo scrisse un volume sulla persona umana, ma moltissimi sono gli autori che, sulla scia del personalismo di Jacques Maritain, accentuano l’esigenza di «una scuola per tutti a misura di ciascuno». Questa è una bella frase, proprio di Nosengo, che ne riflette l’impostazione perso- nalistica. Anche in questo caso è, però, neces- sario, per meglio comprendere, andare un po’ indietro nel tempo e capire per chi era la scuo- la: la scuola era per la nazione. Tutta la storia della scuola italiana, fino al fascismo compreso, è quella di una scuola atta alla formazione del buon italiano. La preoccupazione, principale, del ceto dirigente, a partire dall’Unità in poi, è quella di costruire il cittadino leale, fedele e consapevole di far parte di una patria che ha i suoi valori. Un’educazione del cittadino che, durante il Ventennio, si estremizzerà e naziona- lizzerà, fino a totalizzarsi, tanto da arrivare a forme di imperialismo. Infatti, la coltivazione dell’ambizione di diventare una grande potenza portò l’Italia verso i conflitti coloniali che si concluderanno, drammaticamente, nella secon- da guerra mondiale. La precedente riflessione è utile per non dimenticare il notevole scarto che si realizzerà, sul piano valoriale e culturale, tra un modello di scuola pensato in funzione della nazione, della forza e della coesione dello Stato e un modello di scuola, invece, centrato sul pri- mato della persona umana. Questo è un passag- gio storico d’importanza notevolissima. Non è un fatto casuale, infatti, che oggi sia acquisito come necessario, anche all’interno delle varie proposte legislative, il richiamo alla persona umana. È un fatto che è, felicemente, entrato nella coscienza collettiva, assieme all’idea che alla scuola spetti un’importante responsabilità sul versante della costruzione della cittadinan- za, della legalità, e di quanto è d’aiuto per im- plementare la coesione di una società attraver- so la valorizzazione del fondamento primo, di questa stessa coesione, che è il senso etico pro- prio della persona. Oggigiorno il personalismo, pur essendo una teoria, ormai, sullo sfondo sto- rico, ha lasciato un’importante lezione che invi- ta ad anteporre la centralità della persona agli eccessi tecnologici, ai bisogni economici e alla socializzazione. 12 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012

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