EB_...e quindi uscimmo a riveder le stelle

“…e quindi uscimmo a riveder le stelle” 67 deserto, che mai non vide navicar sue acque omo, che di tornar sia poscia esperto…”; effettivamente noi stiamo attraversando un mare, una situazione in cui ci stiamo trasformando: come educatori e docenti dobbiamo essere in grado di narrare, costruire, modificare, guidare e governare questa trasformazione. Questo è il compito che ci attende, pesante di responsabilità ma anche pieno di novità e di gioia perché abbiamo la possibilità di essere il faro attraverso cui guidare i giovani verso questo nuovo lido che ci attende. La dott.ssa Sara Funaro, assessora all’Educazione e welfare del Comune di Firenze, ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale e del Sindaco di Firenze. Ha sottolineato l’importanza dell’istruzione e della democrazia come principi cardine per la formazione dei nostri ragazzi. È fondamentale che l’educazione sia equa e inclusiva, che possa dare opportunità di apprendimento per tutti come è scritto nel quarto obiettivo dell’Agenda 2030 e nell’art. 34 della nostra Costituzione. Dante, da precursore intelligente e lungimirante, si pose l’obiettivo di realizzare un’opera in lingua volgare, nella quale trattare questioni fondamentali, filosofiche e morali e offrire così a tutti il nutrimento culturale che inducesse a scienza e virtù, e rendere possibile un’istruzione di qualità a chi non aveva la possibilità di leggere le opere in latino. L’anno della pandemia ha fatto emergere le disuguaglianze, ha messo a rischio il principio inclusivo della scuola e noi siamo riusciti a superarlo grazie al lavoro quotidiano, costante, appassionato di docenti ed educatori; riusciremo a ripensare il nostro sistema di istruzione e formazione rendendolo sempre più innovativo e mantenendo saldi i principi di uguaglianza e di inclusione. Alla prima parte della giornata di studi abbiamo voluto dare un taglio che tenesse conto della distanza, non quella imposta dalla pandemia ma una distanza temporale e culturale. “Tutti noi che partecipiamo siamo insegnanti, che hanno il compito di mettere a contatto la ricchezza contenuta negli scritti letterari di Dante e della cultura in generale con studenti di diverse età, a partire dal primo ciclo, i quali hanno un modo di percepire la vita quotidiana, i valori e i linguaggi completamente diverso e distante non solo da quello di Dante di 700 anni fa ma anche da quello di noi adulti di oggi. La stragrande maggioranza dei nostri ragazzi incontrerà questa bellezza solo tramite la scuola; teniamo dunque conto che l’occasione della scuola va proprio colta, per fare incontrare questi ragazzi con la bellezza, ragazzi che hanno un approccio alla realtà distante dal nostro e ancor più da quello del patrimonio culturale con cui si trovano ad entrare in contatto”. “Avviciniamoci ai ragazzi con tutti i linguaggi possibili, facendo dialogare tutti linguaggi diversi, scavando nel rapporto tra verbale e iconico e nelle potenzialità del digitale; questo, oltre a costituire una feconda linea di ricerca accademica, aiuta a mettere in contatto i nostri studenti con la bellezza di un mondo antico non perduto e che non vogliamo perdere” Con queste parole la dirigente Bonaccorsi ha dato l'avvio alle relazioni che saranno raccolte negli Atti del Convegno; sul sito Uciim sono intanto disponibili le registrazioni degli interventi. “Una scelta felice è stata quella di scandire i ritmi di questo convegno grazie alle letture degli studenti del Liceo classico Pellegrino Rossi di Massa,” il Prof. Stefano Liccioli che ha moderato gli interventi del pomeriggio, dopo aver ringraziato la Dirigente scolastica Alessandra Paoli, ha valorizzato la presenza degli studenti, “è importante che in un’associazione di insegnanti la presenza dei giovani debba essere non accessoria, non marginale ma centrale”. La proposta dell’UCIIM ha suscitato l’interesse dei ragazzi, si sono offerti volontari per partecipare a questo progetto, ragazzi di classi diverse che hanno interagito a collaborare ed è piaciuto anche il modo che hanno scelto per presentarlo: una sorta di quotidianità di una giornata di scuola senza spostare e allontanare la figura di Dante dall’attività scolastica. Riportiamo qui alcune loro impressioni: Sofia: “leggere Dante si è rivelata un’esperienza incredibile. Affrontarlo in modo diverso e più “vivo” interpretato da noi ragazzi mi ha fatto amare ancora di più questo poeta.” Camilla: “Il convegno su Dante “…e quindi uscimmo a riveder le stelle…” è stato molto interessante non solo per i vari interventi ma anche perché avendo io stessa partecipato

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