Un nuovo umanesimo per evitare un disastro educativo

31 anche con gli studenti; bisognerà mettersi in gioco senza temere di compromettersi, nella verità e con la consapevolezza che tutti siamo sempre perfettibili. All’UCIIM nazionale sarebbe gradito ricevere dei feed-back per arricchire il discorso, per individuare insieme percorsi, per approfondire aspetti particolari, per comprendere i punti di più vivo interesse. Malgrado le restrizioni della pandemia e l’incubo di eventi bellici anche a ridosso dell’Europa, tante iniziative sono state realizzate e altre sono in corso o in programmazione. Se tutti siamo partecipi, certamente i risultati diventeranno più visibili ed efficaci. Pertanto, invitiamo ad avanzare osservazioni e proposte, anche per interventi in campo scolastico. Dalle ispirazioni di Gesualdo Nosengo e dalle indicazioni connesse alla sua fondazione, attraverso l’impegno profetico e operativo dei suoi Dirigenti, in particolare di Cesarina Checcacci, forte della presenza e dell’attiva partecipazione delle Sezioni, l’UCIIM è stata costantemente anticipatrice e promotrice del rinnovamento della scuola e della società italiana. È un compito al quale non possiamo rinunciare oggi, in questo cambiamento d’epoca intessuto di complessità e contraddizioni. Ciascuno nel suo piccolo è corresponsabile del macrocosmo: lo abbiamo appreso meglio in quest’ultimo periodo. I nostri ragazzi hanno urgente bisogno di maestri di umanità per dominare le pulsioni e le energie mal orientate, che li rendono acriticamente succubi di media incontrollati, che li mostrano pragmaticamente individualisti, autoreferenziali e, al tempo stesso, massificati nelle mode del momento, che li spingono alla ricerca di sempre nuove emozioni immediate e insoddisfacenti. I nostri giovani hanno urgente bisogno di adulti carichi di umanità, significativi e genuini, per far esplodere le potenzialità raramente sperimentate, per lacerare la chiusura dell’indifferenza e l’apparente distacco dalla realtà, per operare scelte feconde di un nuovo umanesimo, per gustare i valori della bellezza dell’età e della vita, attraverso relazioni vere, l’amicizia, la musica, l’arte, lo sport, il volontariato, la cura della natura, la libertà autentica, la loro originale spiritualità, il pensare come caratteristica peculiare del vivere e dell’agire; ne hanno urgente bisogno per intravvedere orizzonti carichi di felici promesse di futuro ed essere spinti ad impegnarsi per raggiungerli. Per Romano Guardini «L'educatore deve aver ben chiaro al riguardo che a incidere maggiormente non è ciò che dice, bensì ciò che egli stesso è e fa. Questo crea l'atmosfera; e il fanciullo, che non riflette o riflette poco, è soprattutto ricettivo dell'atmosfera. Si può dire che il primo fattore è ciò che l'educatore è; il secondo è ciò che l'educatore fa; il terzo ciò che egli dice». Coscienti che i giovani sono strutturalmente esseri in divenire, alla ricerca di una meta e della strada da percorrere, aperti a vivere una vocazione contestualizzata in un nuovo umanesimo, ci vorremmo forse esimere da un tale compito? N.B.- Le vostre comunicazioni vanno inviate a: presidenza@uciim.it o formazione@uciim.it

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