Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ del Vangelo: la fede che salva, la speranza che illumina, la carità che ama (Dottrina sociale della Chiesa). Non è catechismo, è solo il ruolo dell’insegnante cattolico, laico, e principalmente operante nelle scuole gestite dallo Stato, in ambienti scolastici che sono religiosamente indifferenti e poveri o almeno ufficialmente estranei e assenti, quando non sono segretamente o palesemente ostili” (G. Nosengo). Si riesce così a rinnovare anche il rapporto scuola-società, la cui relazione sistemica e complementare garantisce cassa di risonanza speculare, rispetto del pluralismo, che sostanzia la dignità della persona e connota i contesti della convivenza civile. Convivere in comunione è possibile quando e se le persone sono educate all’amore verso l’altro, sono educate a portare pace dove c’è guerra, a cercare giustizia dove c’è sfruttamento (DSC), verità dove c’è anarchia e sterilità di sentimenti. Nosengo scrive: “Date al fanciullo il sole dell’amore, tutto il resto sarà dato in sovrappiù” (Nosengo, 1947). Convivenza civile è superamento del modello molecolare dell’individuo: superbo, egoista, saltimbanco. La persona è un essere sociale, che risponde ai propri bisogni sulla base di una soggettività relazionale (DSC), che si nutre di integrazione e collaborazione con gli altri: una società è un insieme di persone legate in modo organico da un principio di unità che supera ognuna di loro. Assemblea insieme visibile e spirituale, una società dura nel tempo: è erede del passato e prepara l'avvenire (DSC). Una società che, a tutti i livelli, vuole intenzionalmente rimanere al servizio dell'essere umano è quella che si propone come meta prioritaria il bene comune , in quanto bene di tutti gli uomini e di tutto l'uomo. La persona non può trovare compimento solo in se stessa, a prescindere cioè dal suo essere «con» e «per» gli altri. Dalla dignità, unità e uguaglianza di tutte le persone deriva innanzi tutto il principio del bene comune, al quale ogni aspetto della vita sociale deve riferirsi per trovare pienezza di senso. Secondo una prima e vasta accezione, per bene comune s'intende «l'insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente» (DSC). E con queste consapevolezze si muove il docente-testimone, cosciente dei cambiamenti socioculturali che avvolgono il suo ambito di lavoro, consapevole che le esigenze educative e formative richiedono competenze professionali all’avanguardia in termini di conoscenza disciplinare e prospettiva didattico- metodologica. Ma è attraverso queste competenze che il maestro educa l’intelligenza, la volontà e la capacità di amare. Educa donne e uomini saggi perché il futuro dell’umanità è riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza (Gaudium et Spes). E non ci sono ricette facili, espedienti, tecniche di sopravvivenza, c’è un progetto- Uomo che dà senso alla propria vita, in cui prevale la dimensione dell’essere su quella dell’avere, che sceglie di rifuggire dalla schiavitù delle passioni effimere per accettare di essere parte integrante di un Mistero che trascende il 95

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