Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ All’interno dell’approccio pastorale con cui la Chiesa rilegge la propria intera missione, si colloca – in senso specifico – la missione educativa che la caratterizza, come possiamo leggere nell’esortazione apostolica Pastores dabo vobis , di Giovanni Paolo II (1992), in cui emerge con chiarezza anche il tipo di approccio educativo che risulta “compatibile” con la missione pastorale della Chiesa. Nel suo compito educativo, la Chiesa mira, con attenzione privilegiata, a suscitare nei ragazzi, negli adolescenti e nei giovani il desiderio e la volontà di una sequela integrale e avvincente di Gesù Cristo. L’opera educativa, che pure riguarda la comunità cristiana come tale, deve rivolgersi alla singola persona: Dio, infatti, con la sua chiamata raggiunge il cuore di ciascun uomo e lo Spirito, che dimora nell’intimo di ogni discepolo, si dona a ciascun cristiano con carismi diversi e con manifestazioni particolari. Ciascuno, dunque, dev’essere aiutato a cogliere il dono che proprio a lui, come a persona unica e irripetibile, è affidato e ad ascoltare le parole che lo Spirito di Dio gli rivolge singolarmente. (…) Fine dell’educazione del cristiano è di giungere, sotto l’influsso dello Spirito, alla piena maturità di Cristo. Ciò si verifica quando, imitandone e condividendone la carità, si fa di tutta la propria vita un servizio d’amore, offrendo a Dio un culto spirituale a lui gradito donandosi ai fratelli (n. 40) Verso una nuova alleanza tra Pedagogia e Teologia Vogliamo concludere queste riflessioni, in cui abbiamo cercato di mettere in luce quanto potrebbero e dovrebbero essere stretti i rapporti tra Pedagogia e Teologia in genere (e teologia pastorale in particolare), con un auspicio, per cui si possa realizzare una nuova e feconda alleanza tra Pedagogia e Teologia, con una presa di coscienza di tale necessità, tanto da parte dei pedagogisti, come da parte dei teologi. Per quanto riguarda i pedagogisti, il dato culturale, su cui ci siamo soffermati in altra sede 31 , è che per quasi mezzo secolo la pedagogia accademica italiana – nel suo complesso – si sia disinteressata della religione e dell’educazione religiosa, fatte salve alcune eccezioni 32 , con un approccio attento ad una razionalità filosofica in grado di mettere in contatto le ragioni dei credenti con quelle dei non credenti; 31 A. Porcarelli, La pedagogia tra le scienze delle religioni , M. Caputo (a cura di), Oltre i “paradigmi del sospetto”? Religiosità e scienze umane , FrancoAngeli, Milano 2018, pp. 143-160. In tale saggio si abbozza anche un’analisi delle ragioni di tale silenzio. 32 Tra gli autori che fanno eccezione, rispetto a tale congiura del silenzio, vogliamo ricordare l’amico e collega prof. Giuseppe Mari di cui citiamo, tra gli altri, un testo particolarmente approfondito è: Pedagogia cristiana come pedagogia dell’essere , La Scuola, Brescia 2001, significativo anche per essere stato pubblicato in anni in cui – come si è detto – la pedagogia accademica italiana tendeva a snobbare i temi che potessero collegarsi a riflessioni di tipo religioso. 85
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