Educare crescendo...nella ricerca della verità
IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ quell'autorevolezza che rende credibile l'esercizio dell'autorità» 27 . Si tratta però di uno speciale tipo di autorità, che mira a promuovere la libertà dell’allievo, come precisa con chiarezza Gino Corallo, per cui «l’autorità educativa non solo non tende a limitare la libertà dell’educando, ma, al contrario, ha positivamente il compito unico e essenziale di farla crescere fino al massimo grado» 28 ; si tratta di un’autorità che mira a “dissolversi” ( cupio dissolvi ). Volendo applicare all’azione dell’educatore le chiavi di lettura che Aristotele utilizza per parlare delle varie forme di causalità, si osserva come l’azione educativa – se efficace – si configuri come un tipo di causalità tutta particolare, proprio perché il suo fine diretto è quello di favorire la crescita di una libertà, che formalmente risiede nel cuore dei dinamismi operativi di un’altra persona, dunque non vi può essere una “causalità diretta” (di tipo efficiente), ma piuttosto «una causalità formale, di natura esemplare, basata sulla comunicazione ideale, arricchita dall’efficacia valorizzante» 29 . Tutti tratti di uno stile educativo che ritroviamo in modo preclaro nello stile educativo di Gesù, in cui il fatto di realizzare attraverso la propria vita il senso ultimo del proprio messaggio ha trovato la sua attualizzazione per antonomasia, perché «tutta la vita del Cristo fu un insegnamento continuo: i suoi silenzi, i suoi miracoli, i suoi gesti, la sua preghiera, il suo amore per l'uomo, la sua predilezione per i piccoli e per i poveri, l'accettazione del sacrificio totale sulla croce per la redenzione del mondo, la sua risurrezione sono l'attuazione della sua parola ed il compimento della rivelazione. Talché per i cristiani il Crocifisso è una delle immagini più sublimi e più popolari di Gesù docente» 30 . Un’educazione “personalizzata” La caratteristica più ricorrente dell’arte educativa di Gesù è quella di mettere al centro la persona dell’educando , accogliendola per quello che è, nella situazione in cui si trova, con i suoi dubbi e le sue titubanze. Gli episodi del Vangelo ripresi e commentati da Nosengo, in realtà, riguardano soggetti in età adulta che si pongono di fronte ad un ipotetico percorso di trasformazione (conversione) che è l’obiettivo dell’annuncio evangelico. Il Nostro, che pure è consapevole di una distinzione tra l’educazione dei minori e l’accompagnamento delle trasformazioni in età adulta, non specifica qui tale distinzione e assume episodi di rapporto di Gesù con persone adulte come paradigmatici dell’esercizio della sua arte educativa . 27 Benedetto XVI , Lettera alla diocesi della città di Roma sul compito urgente dell’educazione , Città del Vaticano, 21 gennaio 2008. 28 G. Corallo, Pedagogia. L’educazione. Problemi di pedagogia generale , SEI, Torino 1965, vol. I, p. 331. 29 Ivi, p. 350. Sulla stessa linea possiamo collocare la riflessione di Giuseppe Mari, per cui «l’autorità, quindi, è correlata alla crescita: solo chi sperimenta l’autorità riesce a crescere, cioè a vincere (o, almeno, controllare) il narcisismo infantile» ( La relazione educativa , cit., p. 53). 30 G IOVANNI P AOLO II, Catechesi tradendae , Roma, 16 ottobre 1979, n. 9. 84
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