Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ culturale impregnato di valori cristiani – respirano di fatto alcune suggestioni che caratterizzano soprattutto i “tempi forti” dell’anno liturgico. A titolo esemplificativo riportiamo un testo che può rappresentare una sorta di sintesi che coglie alcune suggestioni pedagogiche dalle letture della solennità di Cristo Re dell’universo: Le letture di oggi convergono verso la figura di Cristo Re dell’Universo il quale, anche nel dialogo con Pilato, non si schermisce rispetto al riconoscimento della propria regalità, ma precisa che la sua regalità non è di questo mondo. Anche gli educatori e gli insegnanti possono trarre ispirazione da questa figura, perché da un lato essi hanno una autorità educativa che comporta una specifica responsabilità. L’allievo guarda all’educatore e all’insegnante come ad una guida, di cui potersi fidare e che davvero assuma su di sé il compito di guidare con autorevolezza le persone che gli sono affidate. Non si tratta di una vera e propria regalità, ma dell’esercizio effettivo di un’autorità responsabile. In compenso si tratta di un’autorità speciale, che mira a dissolversi, perché il fine del cammino educativo è la piena autonomia della persona che cresce, affinché ella possa divenire “sovrana di sé stessa”. La difficoltà specifica nell’esercizio dell’autorità educativa consiste precisamente in questo: finché è necessaria essa va esercitata, perché le persone che crescono hanno diritto ad avere delle guide che assumano responsabilmente il proprio compito, senza defilarsi, come ad esempio avviene per quei genitori che ad un certo punto si proclamano più “amici” che guide per i propri figli. D’altro canto è proprio dell’autorità educativa spiare quasi con trepidazione i passi avanti che compiono le persone, esultare in cuor proprio per ogni piccola conquista di autonomia, ed in ogni momento essere disposti a fare un passo indietro per lasciare spazio all’autonomia conquistata 25 . Il testo evangelico (Gv 18, 33-37) racconta il dialogo tra Pilato e Gesù, in cui questi precisa il tipo di “regalità” che è venuto ad esercitare e che consiste nel rendere testimonianza alla verità che, come si è visto, rappresenta anche una delle caratteristiche su cui si fonda il ruolo di Gesù Maestro. La suggestione pedagogica che abbiamo voluto proporre in tale contesto (la riflessione sull’autorità educativa) è un tema ampiamente dibattuto 26 , specialmente se consideriamo che tra i tratti principali dell’emergenza educativa che caratterizza il tempo presente, oltre alla mancanza di punti di riferimento, vi è una crisi dell’autorità educativa, mentre è acclarato che «l’educazione non può dunque fare a meno di 25 A. Porcarelli, Quella “regalità” educativa , in “Avvenire – Bologna 7” del 25 novembre 2018, p. 1. 26 Abbiamo approfondito il tema in altra sede: A. P ORCARELLI , Prossimità e distanza dell’educatore , in M. Conte, G. Grandi, G.P. Terravecchia (a cura di), La generazione dell’umano. Snodi per una filosofia dell’educazione , Meudon, Portogruaro (VE) 2013, pp. 205-221. 83

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