Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ antropogeniche dell’agire educativo/formativo, che può mettere al centro la globalità della persona, oppure concentrarsi maggiormente sulle conoscenze / abilità (skill) da far acquisire agli allievi. Quanto alla prima variabile, il contributo che vorremmo suggerire si rifà ad una visione “stretta” e rigorosa dell’idea di educazione , per la quale siamo debitori a Gino Corallo 9 e Maria Teresa Moscato, per la quale “lo scopo e il termine coincidono, di fatto, con l’acquisizione, da parte di un soggetto umano immaturo, della piena e autonoma capacità umana; tale ‘umanità’ viene poi definita e riconosciuta nelle forme, nelle condotte e nei costumi, nelle norme e nelle abilità-competenze che ciascuna cultura storica, con diversi gradi di consapevolezza, ha individuato come proprie e desiderabili per l’essere umano” 10 . Da tale visione di educazione emerge una differenza qualitativa – pedagogicamente molto rilevante – tra il lavoro di accompagnamento che l’educatore e/o l’operatore pastorale compie nei confronti di un soggetto umano immaturo e quello che compie un formatore nei confronti di un soggetto umano adulto. La persona immatura non ha ancora la possibilità di prendere in mano la propria vita, “guidare la propria canoa” (per usare una celebre espressione di Baden Powell), quindi il ruolo dell’educatore/operatore è rivestito di una duplice responsabilità: quella di insegnare ciò per cui è chiamato in causa (svolgendo quindi un ruolo “materialmente” formativo), ma nel contesto di un’azione che in ultima analisi mira sempre a consentire alla persona di sviluppare la propria autonomia personale, quindi con un’intenzionalità (ed una responsabilità) sempre anche educative. L’operatore pastorale che agisce con dei bambini o dei ragazzi ha sempre anche delle responsabilità di tipo educativo, dunque dovrebbe avere sempre anche delle competenze di tipo pedagogico, formali ed esplicite. Torneremo su questo passaggio nelle riflessioni conclusive. Il formatore, da questo punto di vista, potrebbe essere identificato come colui che svolge un ruolo di accompagnamento nei confronti delle persone adulte, ovvero di persone che – avendo già raggiungo quella “autonomia umana” di cui si è detto sopra – non solo sono in grado, ma hanno pienamente titolo (e diritto) di essere loro stessi ad avere la titolarità della regia del proprio percorso formativo. Per questo, nell’ambito della formazione degli adulti 11 , il primo atto che si compie è quello di formulare e condividere 9 G. Corallo, Pedagogia. L’educazione. Problemi di pedagogia generale , SEI, Torino 1965, vol. I. 10 M.T. Moscato, Il sentiero nel labirinto. Miti e metafore nel processo educativo , La Scuola, Brescia 1998, p. 429. 11 La riflessione pedagogica sulla formazione degli adulti, che qualcuno – utilizzando una definizione “larga” del concetto di educazione – chiama anche Educazione degli Adulti (EDA) è molto attiva, soprattutto a partire dalla seconda metà del XX secolo. Il primo autore a cui non si può non fare riferimento è Malcom Knowles, studioso americano che è all’origine di una disciplina che lui stesso chiama “Andragogia” (arte della guida dei soggetti in età adulta), proprio per distinguerla dalla più nota e tradizionale “Pedagogia” (che Knowles limita alla sola età evolutiva). Tra i molti contributi di questo autore segnaliamo in particolare: M. S. Knowles. Quando l’adulto impara. Pedagogia e andragogia , (orig. 1973) tr. it. Milano: FrancoAngeli 1993. Tra i molti testi disponibili sul tema possiamo citare: L. Bellatalla, E. Marescotti, P. Russo, L’ossimoro intrigante. Studi di Pedagogia degli adulti , Milano: FrancoAngeli 2004; G. P. Quaglino (a cura di), Autoformazione. Autonomia e responsabilità per la formazione di sé nell’età adulta , Milano: Raffaello Cortina 2004. Un testo che chi scrive ha dedicato al cammino della conoscenza, espresso attraverso la metafora del cammino è: A. Porcarelli, Saper guardare al di là degli occhi. Come percorrere i sentieri della vita imparando dalle proprie esperienze, Bologna: Diogene Multimedia 2016. 79

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